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Return to roots: Billecart-Salmon's top cuvée contains past, present and future

Return to roots: Billecart-Salmon's top cuvée contains past, present and future

Un Blanc de Noirs della prestigiosa maison di champagne Billecart-Salmon porta in primo piano un savoir-faire ancestrale

Non tutti gli champagne sono uguali. Nel caso della cuvée di punta di Billecart-Salmon, Le Clos Saint-Hilaire, parte del merito va a umili animali da fattoria. Negli ultimi anni, la Maison, fondata 207 anni fa e da tempo dedita a metodi di coltivazione biologici e ispirati alla biodinamica, ha opportunamente riscoperto l’antica arte della produzione dello champagne. Coltivato secondo i principi dell’agricoltura biologica, il Clos viene arato a mano con cavalli da tiro; una volta terminato il loro lavoro, entrano in scena le pecore, che brucano l’erba tagliata e fertilizzano il terreno.

A novel approach, sure, but this return to a centuries-old Champenois method of maintaining the soil and tending the vines is a pragmatic one, too. It increases porosity and biodiversity: the roots grow deep and the minerals they extract from the soil foster the growth of smaller, more concentrated grapes, in time revealing the unique characteristics and flavours of this generous terroir. The result, once vilified in oak casks, is an outstandingly pure mono cru, which is enhanced by Billecart-Salmon’s decision to add minimal liqueur after disgorgement in order to showcase the typicality of the singular Pinot Noir grape.

Billecart-Salmon’s Le Clos Saint-Hilaire 2007

Chiamato così in onore del santo patrono di Mareuil-sur-Aÿ – sede di Billecart-Salmon sin dal matrimonio tra Nicolas François Billecart ed Elisabeth Salmon nel 1818 – il Clos Saint-Hilaire è un unico appezzamento di un ettaro coltivato a Pinot Nero, le cui viti furono piantate nel 1964 da Jean Roland-Billecart, esponente della quinta generazione della famiglia Billecart. Dopo molti anni di meticolosa cura delle viti, nel 1995 Billecart-Salmon fu premiata con una vendemmia straordinaria, da cui nacque la primissima annata di Clos Saint-Hilaire. Solo pochi anni dopo, l'annata 2002 ottenne il prestigioso punteggio di 100 punti dal critico enologico di fama internazionale James Suckling. Attualmente, la maison propone la splendida annata 2007, dotata di un eccezionale potenziale di invecchiamento.

The Clos Saint-Hilaire plot was planted in 1964

Nel corso dei decenni, il piccolo appezzamento di Billecart-Salmon, un’oasi verdeggiante sulle storiche colline della Champagne, si è costantemente evoluto fino a diventare un rifugio per la biodiversità e l’incarnazione del vigneto ideale per la produzione dello champagne del futuro. Circondato da un muro alto due metri e mezzo, il Clos beneficia di un microclima che protegge l’appezzamento dalle temperature estreme e dall’umidità esterna. Casette per uccelli, hotel per insetti e rifugi per ricci convivono con oltre 40 alberi e innumerevoli arbusti. Vi sono inoltre quattro arnie realizzate con botti di champagne usate e diversi punti d’acqua pensati per accogliere un’ampia varietà di specie, tra cui un piccolo stagno con una spiaggetta. È un laboratorio a grandezza naturale e una parte circoscritta ma fondamentale dell’impegno della Maison Billecart-Salmon nel preservare l’antico legame tra la terra e il vignaiolo.

Billecart-Salmon’s CEO Mathieu Roland-Billecart

Oggi Billecart-Salmon è di proprietà di Mathieu Roland-Billecart, membro della settima generazione della famiglia e amministratore delegato, che ne dirige le attività. Sotto la sua magistrale guida, il Clos Saint-Hilaire viene prodotto in un’edizione limitata compresa tra 3.500 e 6.000 bottiglie numerate singolarmente per ogni annata. Questa cuvée estremamente rara e prestigiosa si presenta dorata, con intensi riflessi rosa ramato, ed è caratterizzata da sentori di agrumi appena canditi e frutti maturi a polpa bianca e gialla, con un finale dalla mineralità gessosa. La sua eleganza, armonia e complessità testimoniano la ricchezza del terroir del Clos Saint-Hilaire, la dedizione di Billecart-Salmon all’impiego di un savoir-faire ancestrale e il suo profondo rispetto per l’ambiente. In una sola bottiglia convivono passato, presente e futuro.

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