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I migliori vini rossi per un Natale fresco e frizzante

I migliori vini rossi per un Natale fresco e frizzante

Gran parte dei cibi che tradizionalmente spizzichiamo in questo periodo può essere piuttosto dolce e, quindi, si abbina al meglio a vini rossi giovani, abbastanza corposi e fruttati.

Sappiamo benissimo che questa non sarà probabilmente l’unica rubrica sui «Vini per Natale» in cui vi imbatterete durante le feste. Ed è altrettanto probabile che la maggior parte delle altre fonti del genere vi esorti a «provare qualcosa di diverso quest’anno». Qualcuno sosterrà che uno chardonnay morbido si abbina piuttosto bene al tacchino (ed è vero), o che questo è l’anno giusto per stappare quell’eccentrico orange wine (decisamente no). Ma, siamo sinceri, ciò che molti di noi desiderano davvero nel bicchiere a Natale è un rosso ricco e avvolgente, giusto?

Certo, ci sarà tempo per stappare una bottiglia o due di bollicine, oppure per accomodarsi in poltrona con un generoso bicchiere di Porto e il maxi Quiz dell'anno. Questa settimana, però, ci rivolgiamo senza remore a chi desidera semplicemente un buon rosso corposo per dare il via ai festeggiamenti. Dunque, dove conviene cercare un vino del genere e su quale stile di rosso orientarsi?

Molti lettori avranno senza dubbio già messo da parte una o due bottiglie prestigiose da servire come pezzo forte nel giorno di Natale, magari scegliendo un'annata più vecchia per assaporarne le complesse note evolute. Per il resto delle feste, però, consiglierei di evitare vini dal carattere troppo sapido o affumicato. Gran parte dei cibi che tradizionalmente spizzichiamo a Natale può essere piuttosto dolce (compreso il tacchino, del resto, se si considerano tutti i contorni) e, a mio avviso, si abbina meglio a rossi giovani, abbastanza corposi e fruttati.

Personalmente, con la maggior parte delle varie pietanze delle feste, preferisco la Borgogna, più luminosa e dominata dal pinot nero, al Bordeaux, più austero e a base di cabernet sauvignon. Per un esempio giovane e vivace, basta scegliere il Génot Boulanger Mercurey en Sazenay Premier Cru. Non è un vino di grande struttura e ha maturato solo per il 20 per cento in rovere nuovo, ma, come osserva Julian Campbell del commerciante Justerini & Brooks, offre «le splendide qualità del pinot: fascino, leggerezza ed equilibrio, insieme a seducenti note di ciliegia, prugna e lampone, morbide e di facile beva». Proprio quello che ci vuole se pensate di berne più di uno o due bicchieri.

Un altro dei miei preferiti da abbinare all'infinita varietà di stuzzichini che tende a scandire i festeggiamenti è il Rioja, le cui note di frutta dolce e vaniglia lo rendono un accompagnamento estremamente versatile. Beronia, una bodega relativamente giovane che produce vino secondo lo stile tradizionale, ha creato una confezione regalo con tre vini che potreste acquistare come dono o semplicemente gustare nell'arco di qualche giorno. Il trio abbraccia la classica gerarchia dei Rioja, basata sul periodo di affinamento del vino: il giovane e vivace Crianza, che trascorre appena un anno in botti di rovere prima di essere commercializzato; il Reserva, leggermente più corposo, affinato per tre anni (di cui almeno uno in botte); e l'imponente Gran Reserva, la cui natura cremosa e armoniosa testimonia la lunga maturazione (cinque anni, di cui almeno due in rovere).

Se cercate qualcosa di più corposo, il cabernet resta un’ottima scelta, ma consiglierei uno stile giovane e fruttato, anziché uno più maturo e terroso. In occasione del Giorno del Ringraziamento del 2023 ho apprezzato il Napa Cabernet 17 di Harvey Nichols (prodotto dall’eccellente Joseph Phelps), e la California è sempre una scelta sicura per chi cerca qualcosa di un po’ più morbido.

Se volete alzare un po' il livello, il Quintessa 2019 è un esempio d'eccellenza dei vini morbidi, corposi e strutturati che rappresentano il meglio della Napa Valley. Il suo cuore denso e ricco di frutti neri si schiude con il tempo: è quindi un vino che potete tranquillamente decantare e tornare ad assaporare più volte nell'arco dell'intera giornata.

Per qualcosa di un po’ più contenuto, sia nella struttura sia nel prezzo, provate il Cigar Cabernet Sauvignon di Yalumba. Il vino prende il nome dalla caratteristica striscia di terra rossa a forma di sigaro che contraddistingue Coonawarra, patria australiana del cabernet. Il vigneto Menzies di Yalumba occupa una zona particolarmente vocata di questo territorio ed è all’origine di un vino i cui ricchi frutti scuri sono sapientemente bilanciati da tannini vellutati, delicate note di rovere e un tocco speziato.

Infine, per chi è deciso a spingersi un po’ fuori dagli schemi, Pasqua è un produttore che continua a superare i confini. Con sede a Verona, ha attinto alle proprie radici venete creando un vino da uve corvina parzialmente appassite – come nel suo Amarone di punta – ma unendo questa varietà autoctona al decisamente alloctono cabernet sauvignon, prima di affinare il vino in botti di rovere precedentemente utilizzate per l’invecchiamento del Cognac Hennessy. Può sembrare un’idea un po’ folle, ma il risultato, Luí Cabernet, vanta splendide note di amarena, corpose ma sorprendentemente fresche, impreziosite, come si conviene, da una certa e opulenta nota di frutta secca.

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