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Cosa serve per essere il marchio di Champagne più ammirato al mondo?

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Louis Roederer

Cosa serve per essere il marchio di Champagne più ammirato al mondo?

With a strong commitment to both consistency and envelope-pushing practices, Louis Roederer, a Champagne house with nearly 250 years of history, still draws reverence from the industry’s leading opinions

Lunghi periodi di successo apparentemente ininterrotto possono spesso suscitare un sentimento di invidia in chi osserva dall’esterno. Eppure, per Louis Roederer, la maison di Champagne fondata quasi 250 anni fa e una delle ultime grandi aziende indipendenti a conduzione familiare del settore, il costante impegno verso l’eccellenza le è valso per il sesto anno consecutivo il riconoscimento di marchio di Champagne più ammirato. Il prestigioso titolo, assegnato dalla rivista Drinks International, è stato decretato da una raffinata cuvée di esperti di vino, tra cui giornalisti specializzati, sommelier, importatori e Master of Wine, ed è considerato una solida testimonianza della capacità di un marchio di coniugare coerenza, nuove idee e un profondissimo rispetto per il terroir che racchiude nel calice.

For Giles Fallowfield, a wine journalist who oversees the awards: “Getting to the top of the pile in the Most Admired Champagne Brands survey is quite an achievement. Staying there for six consecutive years is another level of challenge, requiring constant vigilance, unwavering investment and a real capacity for innovation.”

Fondata nel 1776 a Reims, in Francia, dove ha sede ancora oggi, la maison è stata permeata da uno spirito innovativo fin dai suoi primi anni. Nel 1841 fu lo stesso Louis Roederer a promuovere una pratica all'epoca rivoluzionaria: acquistare vigneti di proprietà per poter controllare ogni fase della produzione vinicola. (Ancora oggi, molte maison dipendono in larga misura dall'acquisto di uve da terzi.)

Quell’«investimento costante» menzionato da Fallowfield è evidente nelle attuali proprietà di Louis Roederer, che si estendono su 250 ettari, 135 dei quali certificati biologici. Va inoltre sottolineato che gran parte del fascino della maison risiede nella sua gamma di grandes cuvées, la più celebre delle quali è Cristal Rosé, una creazione che il nostro wine editor, Guy Woodward, ha definito «un unicorno». Ha recentemente celebrato il suo 50º anniversario: fu infatti ideato da Jean-Claude Rouzaud nel 1974. E mentre nella maggior parte degli Champagne rosé lo chardonnay e il pinot vengono vinificati separatamente e poi assemblati, Cristal si distingue per la cofermentazione delle due uve. Il risultato è profondo ed elegante, un omaggio tanto all’approccio innovativo della maison quanto alla terra che coltiva.

Frédéric Rouzaud

Nel ricevere il premio, l’amministratore delegato Frédéric Rouzaud, esponente della settima generazione della famiglia proprietaria dell’azienda, ha dichiarato: «Ricevere ancora una volta un riconoscimento così prestigioso è una straordinaria attestazione del lavoro svolto da tutta la nostra squadra. Premia il nostro incrollabile impegno nel preservare l’anima della nostra maison di Champagne, continuando al contempo a superare i limiti, reinterpretare il nostro terroir e affinare la nostra competenza per creare grands vins de Champagne, vini capaci di suscitare emozioni e offrire un’esperienza gustativa unica.»

«Oggi più che mai, restiamo fedeli alla nostra visione: una viticoltura sostenibile, rispettosa dell’ambiente e votata alla ricerca del gusto.»

Vuoi scoprire altri contenuti sul vino? Leggi la storia del Cristal Rosé della maison…

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