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The Diary: cena del Ringraziamento con WhistlePig

The Diary: cena del Ringraziamento con WhistlePig

Quale modo migliore per celebrare le feste se non con alcuni dei migliori whisky americani di segale?

I maiali potranno anche volare, ma sono molto più affascinanti quando fischiano. Si dice che il nome del rye whiskey preferito da tutti derivi da un maiale Kunekune che aveva l'abitudine di dormire nel fienile poi trasformato nella distilleria e che concludeva ogni russata con un fischio. Gli ospiti di una recente cena da Louie, a Covent Garden, difficilmente potevano ignorarlo. Nell'elegante sala privata del ristorante, dalle atmosfere ispirate a New Orleans, troneggiava come centrotavola un enorme e scintillante WhistlePig, realizzato interamente in ghiaccio e ornato da un paio d'ali piuttosto ottimistiche. Fino a tarda notte, gli ospiti si chinavano per sorseggiare il rye che sgorgava dal suo grugno: un gesto festoso perfettamente in sintonia con l'inconfondibile spirito del Ringraziamento che animava la serata.

Il menu era altrettanto inebriante, con eccellenti cocktail di gamberi, tortini di granchio e tartare di manzo, seguiti da un ottimo filetto di manzo e da una tonnellata cubica di profiteroles. Anche gli abbinamenti meritavano senz’altro un fischio d’approvazione, tra cui speciali cocktail WhistlePig come il Sugar Shack Sour, il Green Mountain Highball e l’Hog Old Fashioned. Gli ospiti – tra cui Che Lingo, Cyrill Ibrahim, Henry Hales, Joe Kennedy, Sagar Radia, Mecia Simson, Elizabeth Tan, Nick Blood e Jason Patel – se ne sono andati tutti con una bottiglia di WhistlePig Rye invecchiato 10 anni, ma non prima di aver provato, in omaggio ai vecchi tempi, lo scivolo di ghiaccio a forma di maiale.

Harrison Osterfield

Elizabeth Tan

Date un'occhiata al Long Summer Lunch di Gentleman's Journal...

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