
La guida dell’esperto all’acquisto di un ottimo sigaro
Dalle dimensioni e dalla forma fino ai segnali d’allarme da riconoscere, abbiamo rivolto le nostre domande sui sigari, arrotolati a secco e ripieni di tabacco, a un vero intenditore
- Testo di: Jonathan Wells
Da alcuni anni, molti considerano il sigaro un lusso in declino. Un modo per arrestare questa decadenza, tra volute di fumo, è informare: se iniziate ad acquistare il sigaro più adatto a voi, tenendo conto di forma, dimensioni, corpo e aroma, la vostra esperienza sarà infinitamente migliore e, quindi, avrete maggiori probabilità di ripeterla, contribuendo così a mantenere vivo questo rituale.
Così, per portare un po’ di conoscenze da addetti ai lavori su Gentleman’s Journal, ci siamo rivolti a Chris Gwaltney, direttore delle vendite di sigari presso ABC Fine Wine & Spirits. Gwaltney ha trascorso più di trent’anni viaggiando per il mondo e incontrando i fornitori per selezionare personalmente marchi e assortimento: non c’è davvero persona più qualificata per insegnarci tutto ciò che c’è da sapere sui sigari.
Quando si parla di sigari, più grande significa migliore?
«I sigari si misurano sia in base alla lunghezza sia in base al calibro, ovvero al diametro», afferma Gwaltney. «Nel corso degli anni, i sigari di calibro maggiore sono diventati sempre più popolari, probabilmente perché vengono percepiti come più convenienti, offrendo di più allo stesso prezzo…
«Ma un altro motivo della loro crescente popolarità è che i sigari più spessi offrono una fumata più lunga e fresca. Va sottolineato che, fumando lentamente e senza fretta, anche i lanceros più sottili possono regalare un’esperienza meravigliosa e prolungata. Il vero segreto è ritagliarsi il tempo necessario per godersi il proprio sigaro. Ricordate: non è una gara.»
Che cos’è il «corpo» di un sigaro e perché è importante?
«Quando sento il termine “corpo”», afferma Gwaltney, «lo associo immediatamente alla forza di un sigaro. I sigari corposi, per esempio, dovrebbero essere apprezzati solo dai fumatori di sigari più esperti, che ci sono arrivati gradualmente.»
«I fumatori alle prime armi dovrebbero iniziare con sigari più leggeri», aggiunge, «senza lasciarsi convincere a fumare sigari della stessa intensità di quelli che i vostri zii si godono durante le riunioni di famiglia. Non c’è nulla di “poco virile” nel fumare un sigaro leggero o di media intensità, ma diventare verdi in viso mentre si fuma dopo cena è davvero poco elegante».
Dovrei cercare un sigaro di una forma particolare?
«Esistono moltissime forme di sigaro, note anche come “vitolas”, e i fumatori di sigari possono essere molto esigenti riguardo a quella che preferiscono», spiega l’esperto. «Le vitolas si possono suddividere in due categorie principali: regolari (o “parejo”) e irregolari (o “figurado”). I sigari parejo hanno lo stesso diametro alle due estremità e una testa arrotondata. I figurado possono avere la testa appuntita oppure entrambe le estremità a punta. Un’altra forma comune è la “culebra”, composta da tre sigari sottili attorcigliati tra loro, simili a un fascio di serpenti.»
«La forma può influire sul sapore in modi impercettibili. Un sigaro dalla forma “perfecto”, per esempio, ha un diametro diverso in testa rispetto al piede. Ciò significa che, a causa della diversa quantità di tabacco da ripieno presente nelle varie sezioni del sigaro, il sapore può cambiare nel corso della fumata.»
Sai riconoscere quali sigari avranno specifiche note aromatiche?
«Oggi viviamo nell'età dell'oro dei sigari», afferma Gwaltney. «Esistono molte grandi regioni produttrici di tabacco, come l'Honduras, il Nicaragua, la Repubblica Dominicana, il Messico, il Brasile, l'Ecuador e gli Stati Uniti, solo per citarne alcune! Ognuno di questi luoghi presenta profili aromatici e intensità distintivi, che i maestri miscelatori possono combinare in migliaia di modi per soddisfare ogni palato. Gli aromi dei sigari possono spaziare dalle note dolci, come il caramello mou e il cioccolato, a quelle speziate, con sentori di caffè e pepe nero.»
«Il segreto per scoprire qual è il vostro preferito è provarli tutti», prosegue. «A mio parere, l'errore più grande che un fumatore di sigari possa commettere è fossilizzarsi su un unico profilo aromatico o su un solo sigaro. Là fuori c'è un intero mondo di sapori: andate a esplorarlo!»
Ci sono segnali che indicano che un sigaro è di cattiva qualità?
«Come per il vino, il prezzo non è sempre il miglior indicatore», afferma Gwaltney. «Quando esamino un sigaro, per prima cosa faccio un'ispezione visiva. Il sigaro è secco o presenta delle crepe? Ovviamente è piuttosto facile stabilirlo: basta osservarlo e toccarlo delicatamente. Non stringete mai un sigaro per verificarlo, perché danneggereste anche un esemplare perfettamente realizzato e correttamente umidificato.
«Poi guardo le informazioni sul sigaro stesso: la foglia di fascia, l’intensità dichiarata e, naturalmente, la reputazione del produttore. Se avete dubbi sulla scelta, chiedete semplicemente al vostro tabaccaio. In fin dei conti, per capire se un determinato sigaro è di vostro gradimento bisogna procedere per tentativi. Assicuratevi soltanto di sceglierne uno in buone condizioni!»
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