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Caro diario: ascesa e caduta del cronista mondano

Caro diario: ascesa e caduta del cronista mondano

Il diarista è da tempo una figura cardine della stampa britannica. Potrebbe essere questo il momento perfetto per una sua gloriosa rinascita?

Nel 2008, a 18 anni, scrissi un’e-mail alla redazione di Tatler che oggi mi fa venire la nausea solo a rileggerla. Avevo appena letto il romanzo di Evelyn Waugh Corpi vili, il cui protagonista è Adam Fenwick-Symes, un cronista mondano che se ne va allegramente in giro per Londra a scrivere dei suoi Bright Young Things. Alla fine sono tutti morti o impazziti, e a me sembrava proprio la vita che faceva per me. Così proposi a una certa Fiona Kent una rubrica mondana intitolata «Mr Chatterbox», usando espressioni (Dio mio) come «vestito con eleganza» e «arguzia alla Wilde». Sorprendentemente, mi rispose. Meno sorprendentemente, rifiutò la proposta. Forse avrei avuto qualche possibilità in più se avessi saputo che ciò che stavo proponendo in modo tanto ingegnoso e «sfrontato» (mamma mia) esisteva già ed era, di fatto, da tempo uno dei pilastri della stampa britannica. A 18 anni inventai la rubrica di indiscrezioni. Esattamente 18 anni dopo, mi chiedo: possibile che nessuno voglia reinventarla da capo?

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