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05.06.2026
Issue No 19
By Gentleman's Journal

I cinque nomi di yacht più colorati in alto mare

  1. Tette — Principe Jefri Bolkiah
  2. A — Andrey Melnichenko
  3. Privacy — Tiger Woods
  4. Ecstasea — Roman Abramovich
  5. Lionheart — Philip Green
Joseph Bullmore
Words By Joseph Bullmore

Mentre la settimana scorsa galleggiavo pigramente al largo di Nerano, mi è sfrecciata accanto una barca stracolma di palestrati da confraternita con cappellini da golf portati al contrario. Sono riuscito a scorgere il nome sullo scafo appena prima di essere sommerso dalla sua scia: «Grazie, papà!», c’era scritto. E, tra una boccata d’acqua di mare e l’altra, ho ridacchiato mentre mi passava davanti agli occhi il mio necrologio: «Scrittore sconosciuto annega per colpa di una barca da festa dal nome esilarante, nonostante l’evidente galleggiabilità naturale». (Poi un altro pensiero: «Grazie, papi!» sarebbe stata un’imbarcazione di tutt’altro genere.) E così, proprio mentre il giovane Giacomo mi ripescava dall’acqua all’ultimo momento, ho cominciato a pensare agli altri nomi di yacht altrettanto pittoreschi che si vedono in giro e a ciò che potrebbero rivelare dei loro proprietari.

1. Tette — Principe Jefri Bolkiah

Partiamo subito con l’artiglieria pesante. Per così dire. «Tits» è il famigerato nome dello yacht un tempo appartenuto al principe Jefri Bolkiah, membro della famiglia reale del Brunei: un playboy, magnate alberghiero, collezionista di ville e, occasionalmente, avversario di re Carlo a polo. Il principe Jefri era una figura controversa che, a quanto si racconta, invitava le candidate a Miss USA a prendere un «tè», secondo Vanity Fair: «Un modo in codice per dire sesso». Era anche noto, sempre secondo alcune indiscrezioni, per pagare gli interventi di chirurgia estetica delle donne che frequentava in giro per il mondo, il che probabilmente spiega la scelta del nome dello yacht. I suoi due tender gemelli, per inciso, erano chiamati «Nipple 1» e «Nipple 2».

Tette — Principe Jefri Bolkiah

2. A — Andrey Melnichenko

«A» è un nome minimalista per uno yacht minimalista (gli esterni, dalle eleganti linee bianche, sono stati progettati da Philippe Starck) oppure un modo con cui il proprietario Andrey Melnichenko ostenta la propria superiorità sugli altri uomini di mare: la maggior parte dei rapporti dei porti turistici e dei registri nautici è ordinata alfabeticamente, il che significa che lo yacht di Melnichenko compare sempre in cima alla lista.

A — Andrey Melnichenko

3. Privacy — Tiger Woods

Da un lato, il nome ha senso per il rifugio in mare del celebre golfista notoriamente schivo, la cui altra imbarcazione era stata battezzata «Solitude». Dall'altro, piazzare la parola «PRIVACY» a caratteri cubitali su un superyacht di 47 metri famoso in tutto il mondo è un po' come mettere la targa «UMILE» sulla propria Lamborghini dorata. In ogni caso, c'è una certa ironia nel fatto che l'imbarcazione sia finita al centro di una causa legale poco dopo il suo completamento: secondo quanto riportato, Woods avrebbe citato in giudizio i costruttori, accusandoli di averla utilizzata in materiale promozionale, violando così, beh, la sua privacy.

Privacy — Tiger Woods

4. Ecstasea — Roman Abramovich

Ectasea can be speedy. Noted for its combination of size and power (most superyachts of its 86m length travel at around 15 knots — this one can go at over 30), the craft was commissioned by an ascendant Roman Abramovich in 2001. Its name is uncharacteristically punny for the usually demure industrialist — joining the canon of dad-joke marina stalwarts like ‘Tax Seavasion’, ‘Nauti Boy’, ‘Seas the Day’, and ‘Anchor Management’.

Ecstasea — Roman Abramovich

5. Lionheart — Philip Green

Il nome del Lionheart, lungo 295 piedi, è un evidente richiamo al coraggio. E, a onor del vero, a Sir Philip deve esserne servito parecchio per vendere BHS per una sterlina.

Lionheart — Philip Green