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06.02.2026
Issue No 2
By Gentleman's Journal

The Five best club sandwiches in the world

  1. Suvretta House, St. Moritz, Svizzera
  2. Villa d’Este, Lake Como, Italy
  3. Le Sirenuse, Positano, Italy
  4. The Beverly Hills Hotel, Los Angeles, Stati Uniti
  5. Hôtel du Cap-Eden-Roc, Cap d’Antibes, Francia
Joseph Bullmore
Words By Joseph Bullmore

Il mese scorso, Gail’s ha introdotto nel suo menu un nuovo «club sandwich Caesar con pollo affumicato»: un momento epocale per gli appassionati sia delle «catene di cibo pronto di fascia alta sostenute da fondi di private equity», sia dei «panini dalla scarsissima integrità strutturale», due categorie al centro del cui diagramma di Venn mi colloco esattamente. (Lo scrivo mentre ho della maionese sulla mia maglia con zip a un quarto.) A quanto pare, il cibo più preppy del pianeta è ormai diventato di massa, e questo mi ha fatto venire voglia di ripensare ad alcuni dei migliori club sandwich che ho gustato nel corso degli anni, un po’ come i chirurghi che, cauterizzando ferite aperte, si scoprono improvvisamente desiderosi di bacon.

The club sandwich, while we’re on the subject, is a curious and too-unexamined thing — something that must have been invented by “the enemies of America”, according to Anthony Bourdain in a 2016 essay. Bourdain acknowledges that the combination of ingredients by itself is excellent. But the club “goes wrong,” he continues, “with that third slice of bread”. This triplicated toast is purely for aesthetics, he writes: it helps the club stand high and handsome on a barroom plate, its erect toothpick as triumphantly American as that flag they put on the moon. (Let’s not get into all that now). But the effect is an inedible, overengineered slip-n-slide of a thing that is prone, in architectural terms, to catastrophic failure. (Two condoms, similarly, are much worse than one.) Naturally, then, the very best club sandwiches are the ones that cunningly counteract this central design flaw — sometimes with extra thin bread in the centre, sometimes with an admirable restraint in filling, and always with chips on the side.

1. Suvretta House, St. Moritz, Svizzera

I was once sent to St Moritz for four nights specifically to photograph and review the club sandwich at Suvretta for a magazine story that never ran — which might, franc for franc, make it the costliest snack ever pushed through as a tax-deductible expense. (And my thanks again to the gentleman in the Suvretta lobby for his astute fiscal advice.) A lot of part-timers will make the case for the rival club sandwiches down at Kulm or Badrutt’s. These are good, but perhaps a fraction slipperier than the one up on the hill. The Suvretta offering is wonderfully structurally sound for such a wholesome combination: proper, thick, pan-fried chicken breast, a decent egg, good toast. And yet, unlike so much at this altitude (marriages; second marriages), it stays the course.

Suvretta House, St. Moritz, Svizzera

2. Villa d’Este, Lake Como, Italy

Villa d’Este ha visto il Lago di Como e ha pensato: «Mettiamoci una piscina». Un posto capace di una simile nonchalance non può che preparare un ottimo club sandwich, uno spuntino che prospera proprio grazie a queste gioiose ridondanze (vedi: quella terza fetta di pane). Qui viene servito con una discreta ciabatta e ingredienti eccellenti. Si consiglia di non fare il bagno dopo averlo mangiato, ma a volte, si sa, è bene tenere all’erta bagnini così affascinanti.

Villa d’Este, Lake Como, Italy

3. Le Sirenuse, Positano, Italy

I puristi dello Union Club di New York (che sostiene di aver inventato il club sandwich) avrebbero un infarto vedendo l’audace interpretazione de Le Sirenuse, che, ironia della sorte, è pensata proprio per ridurre al minimo il rischio di infarto. Qui, sotto le splendide pareti color terracotta, rese intense dal tempo, di questo hotel unico nel suo genere, la solita maionese pesante viene sostituita da guacamole fresco: un’alternativa che funziona molto meglio di quanto ci si aspetterebbe. Anche il bacon è stato sostituito da una pancetta tagliata più sottile, il che è piacevole, mentre i pomodori hanno davvero un po’ di sapore, il che è ancora meglio. Lo chef Gennaro usa pomodori di Sorrento provenienti da appena oltre il promontorio: la stessa varietà che Le Sirenuse utilizza nelle sue insalate capresi. L’aspetto forse più interessante è che Gennaro insiste nel tostare il pane in una piastra per panini, non in un tostapane, ottenendo così una superficie dorata e abbrustolita, ma un interno più morbido, praticamente cotto al vapore.

Le Sirenuse, Positano, Italy

4. The Beverly Hills Hotel, Los Angeles, Stati Uniti

Da sempre punto di riferimento per gli autisti del turno di notte o per gli agenti della William Morris alle prese con postumi della sbornia sorprendentemente euforici, il Fountain Coffee Bar del Beverly Hills Hotel è pervaso da quella tipica vivacità di West Hollywood, da un senso di possibilità improvvise e infinite. (Martin Kuczmarski, infatti, mi racconta che il suo eccellente Dover Street Counter è stato in parte ispirato dal suo ampio bancone curvilineo.) Il Club Sandwich qui è piuttosto buono, ed è tutto ciò che gli si chiede. Al resto dovrebbe pensare la «nuova miniserie brillante, incisiva, ma in fondo sensibile» che il cameriere ti ha appena proposto.

The Beverly Hills Hotel, Los Angeles, Stati Uniti

5. Hôtel du Cap-Eden-Roc, Cap d’Antibes, Francia

«Dirò subito, fin dall’inizio, che le cene che ho organizzato nel corso degli anni all’Hôtel du Cap — e ne ho organizzate parecchie — sono state serate di tale piacere, esuberanza e glamour che, se non fossi stato il padrone di casa, quasi certamente non sarei mai stato invitato», esordisce Graydon Carter nell’introduzione a un libro che celebra il 150º anniversario dell’hotel. Una così deliziosa sindrome dell’impostore è spesso la norma nell’hotel per eccellenza della Riviera, che vibra ancora di un brivido nato con F Scott Fitzgerald e che arriva fin quasi all’estremità di quel trampolino azzurro cielo proteso dalla roccia. Ordinate il club sandwich e immaginate che il vostro posto sia proprio lì.

Hôtel du Cap-Eden-Roc, Cap d’Antibes, Francia