Lo scorso fine settimana, Hannah Crosbie di The Observer ha scritto un acuto articolo sulla «curiosa riabilitazione» di Stella Artois, ripercorrendo lo straordinario percorso a boomerang compiuto dalla lager nell’arco di vent’anni: da birra di lusso a vera e propria barzelletta, per poi tornare a essere una birra di lusso. Come sottolinea Crosbie, ha certamente contribuito l’onnipresente partnership con Wimbledon della scorsa estate, così come quel calice a tulipano dal bordo dorato e, con ogni probabilità, tutta quella faccenda del coltello e della schiuma. Nel frattempo, Camille, l’amatissima brasserie francese di Borough Market, ora serve Stella alla spina (con un goccio di Chartreuse o Picon, se vi va), proprio come l’eccellente Bistro Fredde di Shoreditch. Siamo ben lontani dal punto più basso toccato dalla lager negli anni Duemila, quando Jamie T (che, ora che ci penso, sembra anche lui nel bel mezzo di un ritorno) cantava di come Sheila fosse uscita con la sua amica Stella e avesse poi trascorso una serata davvero orribile. Ecco altri cinque marchi che, nel corso degli anni, hanno messo a segno ritorni straordinari.