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Le persone più influenti del mondo

Le persone più influenti del mondo

In un’epoca di verità frammentate, potere algoritmico e sovraccarico culturale, l’influenza non si propaga più in modo lineare dall’alto verso il basso. Questa è la guida definitiva alle figure che plasmano la politica, la tecnologia, la cultura e le convinzioni — e a ciò che significa davvero, oggi, esercitare influenza.

La questione dell’«influenza» potrebbe essere la vera preoccupazione dominante del nostro tempo. In che modo siamo influenzati dalla tecnologia che utilizziamo? Chi influenza davvero gli affari globali? Come possiamo essere certi che le forze d’influenza dell’informazione siano attendibili, reali, umane? Sotto l’influenza di chi agiscono davvero i politici e i detentori del potere di oggi? E che cosa cercherà di vendermi questo influencer la prossima volta? Per la stragrande maggioranza dell’esistenza umana, l’influenza è stata lineare, coerente, quasi immediata: una struttura di potere (nel bene e nel male) dall’alto verso il basso, da chi guida a chi è guidato. Oggi una simile semplicità appare un vero lusso, in un’epoca digitale e tardocapitalista in cui culture e società sono frammentate e rabbiose, e l’informazione è tanto soverchiante per quantità quanto deludente per qualità. L’elenco che segue cerca di riunire le persone oggi più influenti al mondo, dai creatori di soft power fino a figure che sfiorano la dittatura. Ma cerca anche di indagare la natura stessa dell’influenza nel mondo contemporaneo e di offrire alcuni indizi fondamentali sulla direzione che le cose potrebbero prendere.

Donald Trump — Presidente degli Stati Uniti d'America

Quali conseguenze ha messo in moto Barack Obama con quella battuta innocente, tanti anni e scandali fa, alla cena dei corrispondenti della Casa Bianca? Ora, al suo secondo mandato dopo un ritorno fin troppo inevitabile, Donald Trump — con la sua inconfondibile acconciatura più spavalda che mai — sta compensando la relativa moderazione della sua prima esperienza, agendo con sfrenata impunità e imponendo politiche autoritarie che spaziano dai dazi dannosi per l'economia fino alla quasi invasione di nazioni sovrane. E mentre la NATO potrebbe sgretolarsi e la Groenlandia essere annessa, forse l'eredità più duratura di Trump sarà l'impatto che la sua presidenza ha avuto sul concetto di verità: un tempo un ideale piuttosto lineare, ma oggi, insieme alle allucinazioni dell'IA, qualcosa di sfuggente, fluido e del tutto mutevole. Persiste la convinzione che, quando e se Trump verrà estromesso alle prossime elezioni, le cose cominceranno a tornare alla «normalità». Ma il MAGA non è stato tanto una creazione di Donald Trump quanto qualcosa a cui egli ha dato voce: forse l'inevitabile esito di una nazione che non è mai stata davvero in pace con sé stessa e la cui popolazione attiva deve fare i conti con disuguaglianze crescenti, valori profondamente contrapposti e la progressiva aziendalizzazione tanto della salute quanto della felicità.

Xi Jinping — Presidente della Cina

Xi Jinping ha conquistato potere e influenza attraverso un lento processo di accumulazione, non con la forza bruta. Al potere ormai da oltre un decennio, dopo aver abolito i limiti di mandato, è di fatto il controllore di quasi ogni aspetto della vita cinese e, con la rapida industrializzazione del Paese, quasi esponenziale, anche di quasi tutto il resto. Da sola, la Cina rappresenta oggi circa un terzo della produzione manifatturiera mondiale, mentre la sua presenza a Taiwan e nel Mar Cinese Meridionale ricorda al mondo la sua influenza militare latente. In questo senso, il potere di Xi si dispiega come le sue infrastrutture: in modo costante e al tempo stesso rapido, attraverso un'accumulazione progressiva anziché un'esibizione pirotecnica, in eloquente contrasto con il leader mondiale che minaccia più chiaramente.

Vladimir Putin — Presidente della Russia

Per Putin, la guerra è diventata uno strumento politico. A tre anni dall'invasione dell'Ucraina, la Russia ha riconvertito la propria economia per resistere nel lungo periodo, relegando le sanzioni internazionali e la condanna generalizzata a mero rumore di fondo: semplicemente il prezzo da pagare, ai suoi occhi, per restituire alla Russia il suo legittimo impero storico e il prestigio che le spetta. Mentre il leader post-sovietico si avvicina alla metà dei settant'anni, la sua influenza sulla Russia è pressoché totale (il che, secondo la stima del giornalista Bill Browder, fa di lui di fatto l'uomo più ricco del mondo): di conseguenza, la sua capacità di provocare ripercussioni in tutta Europa e nel mondo resta enorme e spesso terrificante.

Narendra Modi — Presidente dell'India

L'India ha una popolazione di 1,4 miliardi di abitanti ed è di gran lunga la grande economia con la crescita più rapida al mondo: un contrappeso subcontinentale alla potenza manifatturiera della Cina, grazie al controllo di fatto che quest'ultima esercita sulla catena di approvvigionamento globale. Modi è una presenza agile e duratura alla guida del Paese, capace di destreggiarsi nei rapporti tra Washington, Mosca e Pechino con una destrezza sorprendente e la sicurezza derivante dal suo enorme peso demografico. Il XXI secolo potrebbe dunque appartenere all'India?

Keir Starmer — Primo ministro del Regno Unito

Anche se nella vita di tutti i giorni potrebbe non rendersene conto, il primo ministro britannico Keir Starmer rimane una figura estremamente influente sulla scena mondiale — in parte grazie al prestigio storico della Gran Bretagna e alla sua «relazione speciale» con gli Stati Uniti; ma anche perché, forse, dopo diversi anni di folle instabilità e leader decisamente inadeguati, incarna qualcosa di stabile e relativamente lineare. I suoi detrattori diranno che non si tratta tanto di stabilità quanto di immobilismo e che, di conseguenza, la Gran Bretagna sta lentamente andando alla deriva; i suoi sostenitori, invece, indicheranno nella frattura provocata dalla Brexit la causa principale dell'attuale declino, da cui forse solo Starmer, con la sua cauta abilità da avvocato, può riuscire a tirarci fuori.

Claudia Sheinbaum — Presidente del Messico

Sheinbaum è una fisica di formazione ed è quindi abituata a considerare contemporaneamente l'immensamente grande e l'infinitamente piccolo — una capacità che potrebbe rivelarsi utile in una nazione in piena espansione di 130 milioni di abitanti, ma comunque afflitta da problemi fondamentali nella vita quotidiana. Prima donna presidente del Paese, Sheinbaum si trova ora a gestire l'impennata dei ricavi da attività esternalizzate provenienti dagli Stati Uniti, a nord — cercando al contempo, con pragmatismo, di migliorare un Paese dilaniato sia dalla violenza dei cartelli sia dalle pressioni climatiche.

Javier Milei — Presidente dell'Argentina

Nel 2019, l'attuale presidente dell'Argentina si presentò al Comic-Con di Buenos Aires indossando il costume nero e oro del suo alter ego: un supereroe anarco-capitalista chiamato «Generale Ancap». Oggi, a distanza di diversi anni, il personaggio televisivo divenuto politico guida il Paese con un approccio altrettanto radicale: limita i poteri dello Stato, taglia i sussidi, allenta i controlli valutari e cerca di ottenere l'approvazione del FMI. E sebbene l'inflazione sia scesa dopo un periodo terrificante in cui aveva raggiunto livelli a tre cifre, le difficoltà economiche dei cittadini restano gravi, mentre il suo stile e la sua immagine inconfondibili lanciano un messaggio globale: l'eccentricità potrebbe essere ancora il tratto decisivo per conquistare gli elettori nella nostra epoca.

Ursula von der Leyen — Presidente della Commissione europea

La regina del potere europeo sembra l'archetipo della leader burocratica: incline alla regolamentazione, poco appariscente, calma e discretamente risoluta. Sotto la sua guida, tuttavia, le norme sui mercati digitali e sull'intelligenza artificiale, nonché gli standard climatici elaborati a Bruxelles, hanno prodotto effetti su scala globale, dimostrando che il blocco europeo continua a esercitare un'enorme influenza sul commercio e sulle politiche mondiali. Costante, prudente e metodica, con la sua recente rielezione rappresenta un vigoroso contrappunto agli attori globali più radicali della nostra epoca.

Benjamin Netanyahu — Primo ministro di Israele

Tra la guerra a Gaza, le pressioni internazionali e le proteste interne, la lunga leadership di Netanyahu sta mettendo a dura prova la capacità di resistenza, sia personale sia nazionale. Le decisioni e gli atti di sfida del leader israeliano hanno pericolose ripercussioni in tutta la regione, ma anche nel mondo intero, incidendo sui prezzi del petrolio e sollevando interrogativi sulla stabilità e riflessioni in materia di sovranità, controllo e umanità.

Tedros Adhanom Ghebreyesus — Direttore generale dell'OMS

È possibile che, in futuro, la pandemia globale di coronavirus venga ricordata come l'evento che ha segnato l'inizio del secolo. O almeno fino all'arrivo della prossima. In quest'ottica, il direttore generale dell'Organizzazione mondiale della sanità è forse la figura più importante del pianeta: ricopre un ruolo quasi impossibile, che deve tuttavia essere svolto con determinazione, sulla base dei dati e, in ultima analisi, con capacità di persuasione.

Greta Thunberg — Attivista per il clima

Thunberg rimane il punto di riferimento umano, saldo e duraturo, del dibattito sul clima: una pressione quasi inimmaginabile per una persona così giovane. La limpida fermezza morale dell'attivista e la sua indisponibilità ad accettare compromessi nelle decisioni politiche hanno indotto diversi esponenti del potere a dipingerla come una figura antagonista. Ma, con il 2025 che si è rivelato l'anno più caldo mai registrato, è difficile non convenire che il suo messaggio debba essere ascoltato.

Zohran Mamdani — sindaco di New York

L'elezione di Mamdani a sindaco di New York è stata davvero straordinaria: il più giovane a ricoprire la carica a memoria d'uomo; l'outsider imprevedibile il cui carisma, la cui energia e la cui chiarezza sembravano tuttavia in sintonia con lo spirito dei tempi in quella che è probabilmente la città più importante del mondo. Ma è stato l'inaspettato momento di intesa tra Mamdani e Trump nello Studio Ovale a far presagire per lui un'influenza ancora maggiore in futuro, forse come figura di rilievo internazionale e fautore di un pragmatismo capace di superare gli schieramenti.

Elon Musk — Proprietario di X, Tesla e SpaceX

La sua luna di miele nello Studio Ovale è finita ormai da tempo (anche se su quel fronte le tensioni sembrano attenuarsi), ma Musk resta una forza di grande peso sulla scena globale: pioniere dei veicoli elettrici, capofila della nuova corsa allo spazio e dominatore di un social network in fermento, profondamente rimodellato a sua immagine (e sempre più a quella di Grok, la sua creatura basata sull'IA.)

Sam Altman — CEO di OpenAI

Come puoi essere certo che questo articolo non sia stato scritto con ChatGPT? Il fatto stesso che una domanda del genere possa essere posta (e che sia sempre più difficile darle una risposta) è dovuto al lavoro all'avanguardia di OpenAi, probabilmente l'attore più influente della nuova ondata di innovazione. La presenza pacata di Altman (seppur leggermente esoterica) ai vertici del settore dell'IA sarà quindi una forza trainante per molti aspetti del mondo — un mondo i cui sistemi e processi stanno cambiando rapidamente, che ciò ci piaccia o meno.

Mark Zuckerberg — CEO di Meta

Facebook cambia il volto delle elezioni; Instagram cambia quello dei volti. È difficile pensare a una figura che nell'ultimo decennio abbia influenzato il mondo più di Zuckerberg, la cui azienda plasma (e monetizza) ogni cosa, dall'opinione sull'attualità ai canoni di bellezza. È dunque una combinazione di soft power e hard power, resa ancora più potente dalla sua presenza nelle nostre tasche, ogni singolo giorno.

Jensen Huang — CEO di NVIDIA

I chip di NVIDIA sono diventati il collo di bottiglia attraverso cui deve passare il boom dell'IA: uno status quo inatteso che ha spinto i ricavi e la valutazione dell'azienda a massimi storici e ha ricordato al mondo che l'hardware è, in realtà, il potere supremo — o quantomeno il fattore che ne determina i limiti. La leadership di Huang plasmerà quindi il prossimo decennio di crescita, tecnologia e persino le politiche a livello mondiale: un impero vasto e determinante costruito su minuscole schegge di silicio.

Sundar Pichai — CEO di Google

Sembra del tutto naturale che l'azienda sinonimo di ricerca avrebbe dovuto essere tra i protagonisti dell'intelligenza artificiale, ma per molti versi Google è rimasta indietro in questo campo. Tuttavia, grazie al rinnovato impegno di Pichai, Gemini, il motore dell'azienda, sembra destinato a esercitare un'influenza davvero significativa sul futuro, mentre il presente (e il modo in cui lo percepiamo) viene costantemente plasmato dalle calibrazioni algoritmiche e dai numerosi, lunghi tentacoli dell'impero di Google.

Satya Nadella — CEO di Microsoft

Nadella ha guidato una straordinaria rinascita delle fortune di Microsoft, puntando saggiamente sul cloud computing e accogliendo l'avanzata dell'IA. È questo il ruolo che l'azienda tecnologica per eccellenza ha ormai assunto nella sua maturità: non più radicalismo e titoli a effetto, bensì decisioni pragmatiche, integrazione discreta e cooperazione ad ampio raggio. Il termine «soft» in Microsoft indica ora il soft power?

Larry Fink — CEO di BlackRock

Presso BlackRock sono gestiti oltre 10.000 miliardi di dollari: una cifra quasi inconcepibile, che conferisce al suo storico amministratore delegato un'enorme influenza sui mercati, sulle aziende e persino sulle politiche governative, dal clima alle grandi aziende tecnologiche. Fink ha ora assunto anche la guida del Forum economico mondiale di Davos, diventando di fatto il re dei re.

Dario Amodei — CEO di Anthropic

Dario Amodei è l’uomo più calmo nella stanza? Mentre la corsa agli armamenti nell’IA rischia di sfuggire al controllo, il CEO di Anthropic sostiene con lucidità sistemi che operino a un livello molto più umano, dando priorità alla naturalezza, all’interpretabilità e, in ultima analisi, a misure di sicurezza e vincoli. Quanto potrebbe rivelarsi importante una simile visione del mondo tra dieci, venti o trent’anni?

Alex Karp — CEO di Palantir

Il software di Palantir si è ormai insinuato in ogni ambito dei processi decisionali statali, dalla logistica militare all'analisi di intelligence e alla modellazione dei dati. Figura anticonformista (e talvolta stravagante), il suo leader Karp si presenta come una sorta di re filosofo dell'era della sorveglianza, al quale sempre più leader si rivolgeranno per le sue analisi sui lati oscuri dello Stato, anche se, secondo alcuni, il prezzo più ampio da pagare è la nostra privacy personale.

Lisa Su — CEO di AMD

Un'altra produttrice di chip che, più che salire sul treno dell'IA, è stata i binari su cui ora sfreccia. Sotto la guida di Su, le sorti di AMD sono cambiate rapidamente: l'azienda di hardware è passata da sfavorita a protagonista del settore e il prezzo delle sue azioni è aumentato di oltre 50 volte in pochi anni. Ingegnere di formazione, Su comprende l'importanza di costruire partendo da zero e di porre solide fondamenta: si dice che, quando i prototipi dei chip arrivano dalla fabbrica, si rechi spesso di persona in laboratorio per esaminarli attentamente.

Demis Hassabis — CEO di DeepMind

Mentre molte aziende tecnologiche e di IA cercano disperatamente di trovare applicazioni (o forse modi per monetizzare) l'intelligenza artificiale, l'ossessione di DeepMind è la natura stessa dell'intelligenza. Ciò l'ha portata a esplorare percorsi interessanti e importanti, come la creazione di un computer in grado di battere gli esseri umani a Go, il gioco più complesso conosciuto dall'uomo, e l'invenzione di AlphaFold, un sistema di IA che predice con precisione le strutture delle proteine e per il quale Hassabis ha vinto il premio Nobel nel 2024.

Taylor Swift — Cantautrice

Il recente Eras Tour di Swift è stato senza dubbio una tournée destinata a entrare nella storia: la prima in assoluto a incassare oltre 2 miliardi di dollari dalla vendita dei biglietti, con più di 10 milioni di spettatori in tutto il mondo — cifre che hanno più che raddoppiato il record precedente. In questo senso, Swift rappresenta una sorta di economia o industria a sé stante, mentre il costante interesse per la sua vita privata (alimentato dai testi criptici e pungenti dei suoi album di maggior successo) le conferisce un'onnipresenza culturale che sembra appartenere a un'altra epoca.

Oprah Winfrey — Dirigente nel settore dei media e filantropa

È forse una testimonianza dell'influenza duratura di Winfrey (e anche di ciò a cui l'America attribuisce valore) il fatto che il suo nome venga menzionato come possibile candidata in occasione di quasi tutte le principali elezioni negli Stati Uniti. La sua influenza ad ampio raggio — ancora oggi, persino in un mondo frammentato — è straordinaria, con una rilevanza culturale che spesso si traduce abilmente in peso politico o attivista, a sostegno di cause che spaziano dall'istruzione ai soccorsi in caso di calamità, fino all'uguaglianza.

Ed Sheeran — Cantautore

Il ragazzo dai capelli color fiamma originario del Suffolk potrebbe ancora rivelarsi il miglior prodotto d'esportazione del Regno Unito: un artista le cui canzoni totalizzano centinaia di miliardi di ascolti in streaming, le cui tournée da record sono eclissate soltanto dall'irraggiungibile Swift e i cui testi riescono a essere al contempo intimi e universali. Autore di brani per molti altri artisti di spicco, Sheeran esercita ogni giorno, con la sua sensibilità melodica e riflessiva, un'influenza su miliardi di persone.

Scarlett Johansson — Attrice

Spesso citata come l'attrice più pagata al mondo, Johansson ha saputo trasformare abilmente il suo status di musa del cinema indipendente nella forza al botteghino dell'onnipotente universo Marvel. Ma è il suo attivismo meno noto lontano dallo schermo a distinguerla nel firmamento di Hollywood: un impegno incentrato sia sui diritti di attori, creatori e lavoratori (quanto saranno importanti nell'era dell'IA?) sia sulle questioni di uguaglianza di genere.

Charli XCX — Cantautrice

Definire un momento culturale è una cosa; definire un colore completamente nuovo è tutt’altra. Per un certo periodo, di recente, è sembrato che il mondo intero danzasse sotto l’influenza inebriante e travolgente della star di Brat, la cui sincerità e individualità hanno trovato profonda risonanza nel pubblico in un’epoca di piattezza algoritmica. Ora che si sta affermando tanto nel cinema quanto nella musica, Charli XCX è destinata a essere una forza dominante (e piacevolmente autentica) nella cultura per il prossimo futuro.

Rosalía — Cantautrice

Fondendo le radici del flamenco con sonorità urbane e sperimentali, il principale punto di forza di Rosalía è stato portare la ricchezza della cultura spagnola a un pubblico globale. Il suo recente (album di incredibile successo) è stato acclamato come un vertice non solo della musica latinoamericana, ma della musica pop in generale: sperimentale eppure accessibile, grandioso e sconfinato ma al tempo stesso intimo. Un faro di originalità in un mondo creativo che troppo spesso tende a rifugiarsi in scelte sicure.

Kendrick Lamar — Rapper

La performance di Lamar al Super Bowl che ha mandato in tilt internet lo ha consacrato re moderno del rap, dopo un'estate di onnipresenza culturale che ha ricordato a tutti noi lo strano potere aggregante dei dissing. La sua musica riesce in quella rara impresa di essere al tempo stesso alta letteratura e irresistibile musica pop: orecchiabile e contagiosa, evocativa e profonda, e spesso carica di valenza politica.

Miuccia Prada — Stilista

Forse la più autorevole creatrice di tendenze della sua epoca, Miuccia Prada ha messo il suo rigoroso occhio estetico al servizio dell’eleganza, del calore e della vitalità, preservandoli nel mondo talvolta austero e fin troppo serioso delle passerelle. Figura di riferimento mondiale per le tendenze e i gusti, e quindi per il modo in cui le persone spendono il denaro guadagnato con fatica, la sua discreta influenza si estende fino alla sfera più elevata e ineffabile: la percezione individuale dello status, del capitale sociale e, in ultima analisi, della propria personalità.

Joe Rogan — Podcaster

Nel bene e nel male, Rogan è una sorta di moderno kingmaker, la cui indubbia influenza sul vasto e ribollente immaginario americano lo ha reso oggetto di curiosità, ammirazione e, spesso, controversie. Costantemente in vetta alle classifiche mondiali dei podcast, Rogan è considerato da molti un'industria a sé stante: le sue lunghe conversazioni offrono spazio a persone e punti di vista, con una capacità di incidere sulla cultura con cui i media tradizionali ben di rado riescono a competere.

David Attenborough — Naturalista

Con quella voce saggia, antica e inconfondibile, a volte sembra che Attenborough parli a nome del pianeta stesso, perorandone al contempo, con grande intensità, la sopravvivenza. I suoi straordinari documentari sulla natura e sull'ambiente hanno contribuito, più di quelli di quasi chiunque altro, a plasmare sia le coscienze individuali sia le politiche governative: toccanti e incisive incarnazioni del duraturo credo della BBC: «informare, educare e intrattenere.»

David Beckham — Ex calciatore

Beckham è sempre stato un maestro nel costruire il proprio brand personale, con una personalità inconfondibile (e un talento straordinario) in campo che sembravano destinarlo a traguardi ancora più grandi fuori dal rettangolo di gioco. Membro di quella che è senza dubbio la coppia più influente della Gran Bretagna, è una presenza costante nella vita pubblica e culturale, mentre in qualità di proprietario dell'Inter Miami FC ha svolto un ruolo determinante nella crescita del calcio negli Stati Uniti. Amato dai brand e sempre pronto a trasformare la propria immagine in un prodotto, Beckham è probabilmente l'ex calciatore più influente del pianeta.

Lionel Messi — Calciatore

I libri di storia ricorderanno Messi come il più grande calciatore di tutti i tempi? Dopo lo straordinario trionfo ai Mondiali e con una bacheca traboccante di trofei conquistati con il Barcellona, è difficile mettere in discussione la sua supremazia (anche se un uomo, come vedremo, lo farebbe senz'altro). Ma il modo in cui Messi gioca sembra quasi più importante dei traguardi che ha raggiunto: il calciatore più abile e magico di sempre; una figura dalla creatività inesauribile, per la quale la bassa statura era un punto di forza, non una debolezza, e la cui straordinaria determinazione ed energia lo rendono assolutamente irresistibile da guardare. (E, volendo essere venali, assolutamente irresistibile anche per inserzionisti e marchi.)

Cristiano Ronaldo — Calciatore

Possono esserci due GOAT? Il dibattito su chi sia il più grande calciatore di tutti i tempi continuerà a infuriare ben oltre il ritiro di Ronaldo (e del suo rivale Messi): una testimonianza dello schiacciante dominio del portoghese nello sport più amato al mondo. La sua influenza fuori dal campo, nel frattempo, è letteralmente impareggiabile: non è solo lo sportivo con più follower sui social media, ma la persona più seguita in assoluto.

LeBron James — giocatore di basket e imprenditore

Lo chiamano King James: un gigante del parquet, in tutti i sensi. Vincente nato, LeBron continua a collezionare titoli, così come successi imprenditoriali, non da ultimo nel mondo ferocemente competitivo dello streaming. Con una voce autorevole che orienta il dibattito sulla giustizia sociale, sul consumo dei media e sulle iniziative per i giovani, si sta dimostrando una figura davvero regale, la cui influenza durerà ben oltre la sua carriera sul parquet.

Simone Biles — Ginnasta

Biles è la ginnasta più medagliata della storia, con oltre 40 medaglie conquistate complessivamente ai Mondiali e alle Olimpiadi. La sua influenza si avverte certamente nei numerosi elementi e nelle manovre rivoluzionarie che portano il suo nome, ma anche nel suo fermo e costante impegno a favore della salute mentale: una figura di grande rilievo che sta plasmando la nostra comprensione dei limiti umani, sia fisici sia mentali.

Serena Williams — Ex tennista

Ventitré titoli del Grande Slam in singolare; 14 titoli nel doppio femminile; quattro medaglie d'oro olimpiche; e un record di 186 settimane consecutive in vetta alla classifica WTA — Serena (e basta il nome, come per tutti i veri grandi) è un'autentica leggenda di questo sport. Ha rivoluzionato trionfalmente il modo di giocare, grazie alla sua straordinaria resistenza e al suo servizio potente, ma anche il modo in cui il tennis viene percepito, con una sicurezza incrollabile unita a un'ardente competitività. Ora che si è ritirata, non c'è dubbio che continuerà ad accumulare successi anche fuori dal campo.

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