
Le grandi ambizioni di Adam Pearson
L'attore di A Different Man parla di come cambiare le percezioni, di Adam Sandler e del valore della commedia
- Testo di: Aobh O'Brien-Moody
- Fotografia: Will Corry
- Styling: Zak Maoui
- Toelettatura: Maria Comparetto
- Produzione: Freya Anderson
Adam Pearson non è tipo da falsa modestia. «Sono la Taylor Swift di Croydon», mi dice collegandosi su Zoom dalla sua casa nel sud di Londra. Sua madre lo tiene con i piedi per terra, o almeno ci prova. «Mia madre dice sempre: “Adam Henry Pearson, in questa casa non sei famoso”. E io le rispondo: “No, no, la fama non funziona così. In questa casa sono assolutamente famoso. È solo che a te non importa”».
La sfacciata sicurezza di Pearson è più che giustificata. L’attore quarantenne, che ha avuto la sua grande occasione recitando al fianco di Scarlett Johansson nel thriller fantascientifico del 2013 di Jonathan Glazer Under the Skin, sta cavalcando il successo del suo ultimo film A Different Man. La commedia nera vede Sebastian Stan nei panni di Edward, un attore avvilito affetto da neurofibromatosi, una malattia genetica che provoca tumori benigni al volto. Dopo essersi offerto volontario per un intervento chirurgico pionieristico che elimina la sua deformità facciale, trasformandolo, per così dire, in Sebastian Stan, Edward assume una nuova identità: Guy. Diventa un agente immobiliare di successo, riallaccia i rapporti con la sua ex vicina Ingrid (Renate Reinsve, protagonista di The Worst Person in the World) e ottiene il ruolo principale nella pièce che lei ha scritto sul suo vecchio vicino Edward, senza rendersi conto di aver scelto proprio lui per interpretare il suo vecchio sé.
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Le cose prendono una piega diversa quando entra in scena Oswald, interpretato da Pearson con una performance energica e magnetica. Oswald assomiglia molto al vecchio Edward e ha la stessa patologia, ma un carattere radicalmente diverso. È popolare, divertente, sicuro di sé e al karaoke spopola. L’insicuro Edward lo percepisce immediatamente come una minaccia e ha così inizio una rivalità a senso unico. «Ci sono tantissimi livelli», afferma Pearson. «È un ruolo estremamente complesso».
Il regista del film, Aaron Schimberg, ha sviluppato il ruolo di Oswald pensando appositamente a Pearson. I due avevano già lavorato insieme nel film di Schimberg del 2018 Chained for Life. «[Aaron] riteneva che la mia interpretazione in Chained for Life fosse stata decisamente sottovalutata perché il personaggio era piuttosto timido, nervoso e ricco di sfumature, e la gente aveva erroneamente pensato che io fossi davvero così, cosa che non potrebbe essere più lontana dalla verità», racconta Pearson. «Così si è messo a scrivere un ruolo molto più esuberante e sicuro di sé, che mi avrebbe [permesso di] mostrare una certa versatilità e di mettere un po’ alla prova le mie capacità di attore. Ma ora significa anche che devono trovare qualcosa da fare con me. Era come chiedersi: sono davvero così nella vita reale e non sto recitando? Ma ormai l’idea che io non sia un attore è stata definitivamente smentita».
A Different Man ritrae una persona con una deformità facciale, gioiosa e carismatica, che non si lascia definire dalla propria condizione. Pearson spera che il film metta in discussione la percezione della disabilità, in particolare delle deformità facciali e della neurofibromatosi, sollevando al contempo interrogativi sull’identità e sull’aspetto esteriore. «Un buon film cambia ciò che pensi per un paio di giorni, mentre un grande film cambia il tuo modo di pensare per il resto della vita, e noi facciamo decisamente grande cinema», afferma Pearson. «Finché le persone escono dalla sala riflettendo e discutendo, non importa cosa dicano: credo che il film abbia fatto il suo dovere».
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A Different Man è tanto inquietante quanto divertente. Ed è proprio questo il punto. «Sono un grande appassionato di commedie nere», afferma Adam. «Penso che la commedia sia un ottimo modo per affrontare temi che possono essere piuttosto complessi e scomodi. Ma questo non significa che si debba renderli rassicuranti. Credo che, ogni tanto, un po’ di disagio faccia bene. Non a caso si parla di dolori della crescita».
Pearson ammette di essere «sempre stato un grande appassionato di comicità». Da adolescente ricorreva spesso all’umorismo come meccanismo di difesa contro il bullismo, ma oggi lo considera un potente strumento di comunicazione, oltre che un grande elemento di coesione. «Credo che ridere sia una delle pochissime cose che gli esseri umani fanno insieme», afferma. «Se vai a vedere dal vivo uno spettacolo di stand-up comedy insieme ad altre persone, riderai molto di più che guardando lo stesso spettacolo da solo in una stanza. È quasi contagioso. E poi, il tipo divertente piace sempre a tutti, no? Nessuno dice mai: “Ah sì, Adam, è davvero divertente” per insultarlo. È un linguaggio universale».
Pearson vorrebbe interpretare altri ruoli comici: «Adam Sandler, se stai leggendo!» È anche impaziente di passare dietro la macchina da presa. «Mi piacerebbe cimentarmi magari nella scrittura e nella produzione esecutiva di qualcosa», dice, prima di lasciar intendere: «Forse c’è già qualcosa in cantiere, chi lo sa?» Ma soprattutto si sta godendo l’onda del successo di A Different Man. E, nel classico stile di Pearson, mostra al riguardo un ottimismo senza riserve. «La stagione dei premi è alle porte, quindi ho montato delle mensole.»
Questo articolo è tratto dal numero dell'inverno 2024 di Gentleman's Journal. Scopri di più sul numero qui...


