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«Dici a me?»: ecco i 5 migliori film di Martin Scorsese

«Dici a me?»: ecco i 5 migliori film di Martin Scorsese

Mentre circolano voci secondo cui The Life of Jesus sarebbe stato messo in pausa, soddisfiamo la nostra voglia di Scorsese passando in rassegna le opere migliori dell'autore, frutto di quasi sessant'anni di successi sul grande schermo

L'anno scorso, Martin Scorsese è tornato sul grande schermo in grande stile con il suo 26º lungometraggio, Killers of the Flower Moon. Adattato dall'omonimo e straordinario libro di saggistica del giornalista del New Yorker David Grann, Killers racconta lo sterminio della Nazione Osage, una tribù di nativi americani i cui membri, dopo la scoperta del petrolio nelle loro terre, vengono sistematicamente e brutalmente assassinati da uomini bianchi intenzionati ad arricchirsi.

Con gli habitué di Scorsese Robert De Niro e Leonardo DiCaprio, rispettivamente alla decima e alla sesta collaborazione cinematografica con il regista, Killers è considerato un capolavoro della fase tarda della carriera di Scorsese, che oggi ha 81 anni. Ma, con l'adattamento di un altro libro di David Grann – The Wager, la storia vera di un naufragio avvenuto nel XVIII secolo – e The Life of Jesus – il film con Andrew Garfield le cui riprese avrebbero dovuto iniziare questo ottobre – a quanto pare in cantiere, c'è ancora molto da attendere con entusiasmo. Nel frattempo, ripercorriamo le migliori opere realizzate finora da Scorsese.

Image: Getty

In una filmografia di 26 titoli (contando solo i lungometraggi), molti grandi film sono inevitabilmente rimasti esclusi. Pur essendo validi, i suoi film a tema religioso (Kundun; L'ultima tentazione di Cristo; Silence) e quelli ambientati a New York e slegati dagli altri (Il colore dei soldi; Al di là della vita; Fuori orario) non sono proprio opere di primissimo livello.

We’ve also neglected most of his collaborations with DiCaprio. Sure, The Departed finally won him an Academy Award for Best Picture, but it’s difficult to justify a position among the very best of his oeuvre. Likewise, The Wolf of Wall Street, while a masterpiece, and thematically keeping with the greed on display in Scorsese’s latest, doesn’t depict the bloody violence of American life the way the director’s best five films do. And, should this be a top ten, Raging Bull and The King of Comedy would be assured.

Tutto questo per dire: non venite a contestarci sui social.

Mean Streets, 1973

Mean Streets

Il terzo film di Scorsese, una storia ispirata ai piccoli delinquenti di strada tra cui è cresciuto, è l’opera con cui il regista trova davvero la propria voce. È anche la sua prima collaborazione con Robert De Niro, che nei panni dell’irriverente e autodistruttivo Johnny Boy interpreta un ruolo diverso da qualsiasi altro della sua carriera.

Nei film di Scorsese, i personaggi di De Niro hanno solitamente un umorismo asciutto, ma qui Johnny Boy è pervaso da un'allegria tormentata e votata alla rovina. Tuttavia, il cuore del film è Harvey Keitel, nei panni di un gangster di mezza tacca diviso tra il proprio ruolo nella società criminale, gli obblighi verso Johnny Boy e le sue convinzioni religiose. In gioventù, lo stesso Scorsese aveva studiato per diventare sacerdote e qui fonde alla perfezione i suoi due temi principali – religione e crimine – in un film che precipita rapidamente fuori controllo.

The Irishman, 2019

The Irishman

In The Irishman, Scorsese ci offre qualcosa in più, chiedendoci di accompagnare il gangster di De Niro (questa volta irlandese) mentre ripercorre una vita di crimini, tra cui l'omicidio, nel 1975, del suo migliore amico, il leader sindacale e socio Jimmy Hoffa (Al Pacino). Mentre Casino, Mean Streets e persino Il padrino concludono la storia con i titoli di coda, qui Scorsese lascia le cineprese accese per ben tre ore e 29 minuti, mostrandoci non solo gli apici, ma anche gli abissi della vita criminale: uomini un tempo potenti colpiti da ictus e cancro alla prostata, e l'unico sopravvissuto rimasto solo con i propri fantasmi mentre sceglie la sua stessa bara.

Se The Irishman non vi aveva convinto quando è uscito, dategli un’altra possibilità. È il meno affascinante tra tutti i film di gangster di successo di Scorsese, ma, facendo tesoro di tutto ciò che lo ha preceduto, è forse il più importante.

Killers of the Flower Moon, 2023

Killers of the Flower Moon

Alcune delle migliori interpretazioni di Leonardo DiCaprio sono state dirette da Scorsese, in particolare in The Aviator e The Wolf of Wall Street. In Killers, sceglie un'interpretazione più misurata nei panni di Ernest Burkhart, decisamente poco brillante (ma imperdonabilmente malvagio), che trama con lo zio William Hale (un De Niro in forma smagliante) per uccidere alcuni membri della tribù Osage.

Killers è un film pervaso da una minaccia silenziosa; i piani di Hale vengono raramente esposti in modo esplicito: sono le allusioni e ciò che non viene detto a mettere in moto la spirale omicida. Nei panni di Mollie, la moglie di Burkhart, Lily Gladstone contribuisce a porre al centro del film il dramma degli Osage, anche se nell'ultimo terzo della sua lunga durata le viene dato ben poco da fare. Su questo film sono stati scritti fiumi di saggi, ma, senza svelare troppo, è magnificamente girato, con costumi e scenografie splendidi, e offre un resoconto tragico – anche se, a tratti, inaspettatamente divertente – dell'orrore inflitto dagli uomini bianchi ai popoli nativi di tutto il mondo. Per un regista meno grande, sarebbe l'opera migliore della carriera. Per Scorsese, resta un risultato straordinario.

Taxi Driver, 1976

Dopo Mean Streets, lo studio voleva altri film di Scorsese e De Niro. Insieme a Raging Bull, Taxi Driver è probabilmente la loro collaborazione più iconica. Con Travis Bickle, un tassista solitario e insonne, spinto ad affermare il proprio valore ripulendo quella che ai suoi occhi è una New York ridotta a una fogna, Scorsese e De Niro hanno creato il prototipo del giovane arrabbiato.

Bickle infesta ogni fotogramma in cui compare, emanando una sordida energia da «maschilista» e da «incel» decenni prima che questi termini venissero coniati. Lo scontro finale, in cui salva una Jodie Foster dodicenne da una vita di prostituzione, ha quasi anticipato la teoria del complotto Pizzagate, dipingendo un fanatico di destra come un eroe squilibrato. È ancora oggetto di dibattito se il finale sia soltanto il sogno di gloria di un uomo morente. Nonostante tutta la sua brutalità e la sua bruttezza, Taxi Driver è un film di incredibile bellezza, soprattutto nel modo in cui ritrae New York di notte (la sua tavolozza principale); inoltre, a quasi cinquant’anni di distanza, il montaggio, la fotografia e il ritmo reggono ancora perfettamente. Come The Wolf of Wall Street, questo film va interpretato come un monito.

Goodfellas, 1990

Goodfellas

The Sopranos, Il padrino e Quei bravi ragazzi – quando si parla di mafia sullo schermo, questa è probabilmente la sacra trinità. Sebbene i tre titoli abbiano in comune molti attori newyorkesi, Quei bravi ragazzi è il film di De Niro che, nei panni di un mafioso di mezza età e di medio livello, ha il compito di tenere tutto insieme, anche quando l'ambizioso Henry Hill (Ray Liotta), il ragazzo del quartiere diventato spacciatore, minaccia di mandare tutto a puttane.

Dalla voce fuori campo al piano sequenza del Copacabana, dal «In che senso buffo?» di Joe Pesci al cameo della madre di Scorsese a colazione, dalla scena dell’aglio in prigione alla lunga e paranoica giornata di Hill tra polpette, pistole ed elicotteri, Quei bravi ragazzi è semplicemente insuperabile. Ha stile da vendere, omicidi raccapriccianti ma venati di umorismo nero e un’energia che non viene mai meno. I colori, il cast, la fotografia, la colonna sonora: è uno Scorsese al massimo della forma, a quasi venticinque anni dall’inizio della sua carriera. A 34 anni di distanza, non è ancora riuscito a superarlo… per ora.

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