
Come imbucarsi a una festa con stile
Perché ogni vero gentiluomo dovrebbe sapere come imbucarsi a una festa incredibile... e farla franca
- Testo di: Joseph Bullmore
Per alcune persone, le feste sono una questione di vita o di morte. Nel romanzo di Evelyn Waugh Vile Bodies, Simon Balcairn, finito sulla lista nera, decide che, se non riuscirà a entrare al memorabile ricevimento di Margot Metroland, tanto vale «farla finita subito». Con un audace gesto di autoconservazione, il giovane cronista mondano abbina dunque una barba finta ad alcune medaglie cerimoniali e torna ancora una volta alla carica. È la sua prima e ultima incursione da imbucato. Qualche pagina dopo, l'astuto padre Rothschild gli strappa la barba e gli ordina senza indugio di lasciare la festa all'istante; Balcairn, fedele alla parola data, infila prontamente la testa nell'Aga e raggiunge gli antenati caduti ad Acri e ad Azincourt.
Il romanzo di Waugh compie 95 anni quest’anno, ma da quella breve scena non si direbbe. Il sottile sentore di disperazione, l’abbigliamento eccessivo, l’atteggiamento da tutto o niente: sono sintomi che ancora oggi si manifestano sui marciapiedi di NoHo e Berkeley Square. E chi ne soffre non resta senza cure.
The Wedding Crashers
Una rapida ricerca su Google mi ha appena restituito diverse decine di articoli con titoli che promettono «x consigli per imbucarsi a una festa». I suggerimenti spaziano da quelli di un'ovvietà disarmante (non fingete di essere Madonna, perché «il suo volto è probabilmente troppo conosciuto») a quelli del tutto improbabili («Fate colazione al ristorante il giorno della festa e trattenetevi finché non comincia»). Tutto ciò che sta nel mezzo, invece, è un buon consiglio — per quanto trito e ritrito — per qualsiasi situazione sociale: vestitevi in modo adeguato, mostratevi sicuri di voi e non esagerate.
A questo elenco potremmo aggiungere un quarto imperativo: siate affascinanti. Almeno, questo è il punto di vista espresso in un testo iracheno dell'XI secolo, riscoperto per la prima volta solo pochi anni fa. Intitolato, molto opportunamente, L'arte di imbucarsi alle feste, l'antico libro esalta l'umorismo e il fascino a scapito dei sotterfugi e della sfrontatezza. Quando, per esempio, un addetto all'ingresso chiede loro il nome, agli imbucati viene consigliato di sorridere amabilmente e dire semplicemente: «Sono l'uomo che vi ha risparmiato la fatica di scrivere un invito». Dopodiché, a quanto pare, l'ingresso è assicurato.
Breakfast at Tiffany's
L’altra possibilità è fare le cose in grande, oppure tornarsene a casa. Avrebbe potuto benissimo essere il motto degli allegri imbucati di Il grande Gatsby di F. Scott Fitzgerald. «La gente non era invitata: ci andava e basta», osserva meravigliato il narratore Nick Carraway a proposito delle feste sfrenate organizzate nella casa più grande di Long Island. «A volte arrivavano e se ne andavano senza aver mai incontrato Gatsby; venivano alla festa con una semplicità d’animo che valeva da sola come biglietto d’ingresso».
Sei riuscito a entrare alla festa, ora impara a padroneggiare la stretta di mano...


