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Babylonstoren insegna come coltivare la longevità

Babylonstoren insegna come coltivare la longevità

The historic South African estate combines world-renowned gardens, luxury accommodation and farm-to-fork dining experiences for an authentic taste of the region

Since its establishment in 1692, Babylonstoren has grown from the ground up. The Cape Dutch estate now comprises a garden, restored homestead at Soetmelksvlei, working farm, vineyard, conservation site and a renowned farm-to-fork restaurant. I’m clearly not alone in struggling to choose a favourite aspect. Even its owner, Karen Roos, admits, “Each person will give you a different answer, but everyone experiences something”.

Per me, molto semplicemente, è stato svegliarmi a Babylonstoren. Non sono affatto una persona mattiniera. Non ho mai fatto parte del club delle 5 del mattino. Ma il sole dorato che sorge sui monti Simonsberg e illumina la terra color terracotta di Babylonstoren ti fa balzare giù dal letto.

The farm walk towards Signal Hill

Early morning is the perfect time to explore the extensive gardens and surrounding fruit orchards, which cultivate a wealth of citrus fruits, figs (in 12 different varieties, I should add), macadamia nuts, persimmons, prickly pears and almonds – to name but a few. As I walked in line behind a platoon of White Pekin ducks into the orchards, which exude the same nostalgic romanticism as that of a Beatrix Potter novel, a new day had dawned on the farm. These ducks, which act as a slug control measure, play a crucial role in preserving the biosphere of Babylonstoren.

Babel Restaurant

È questa la biosfera che la maestra giardiniera Gundula Deutschlander ha coltivato con amore. La sua filosofia – ciò che è invisibile è l’aspetto più importante di un giardino – trova qui piena conferma. Il suo approccio rituale al giardinaggio e l’impegno a non sprecare nulla, nemmeno gli escrementi delle galline, infondono in chi visita questo luogo un profondo senso di radicamento.

Ducks on their morning walk

Sono proprio questi terreni ricchi e fertili (insieme alla maestria culinaria dell’Executive Chef Schalk Vlok) a dare vita alla profusione di sapori che contraddistingue il Babel Restaurant. Ogni piatto rende omaggio alla verdura, alla carne o al formaggio che ne è protagonista. Le barbabietole antiche del Moestuin, adagiate su un letto di aioli alle erbe dell’orto, accompagnano alla perfezione il pesce del giorno pescato con la lenza da Norman, insieme allo yogurt alla chermoula e alle mele Afri-Blush di Ian. Il pane mosbolletjie (una brioche dolce preparata con mosto d’uva durante la vendemmia annuale) viene servito con burro ai fichi, per prepararvi al viaggio gastronomico che vi attende. Persino il sale e il pepe, racchiusi in grandi piastre di Petri, rendono omaggio alla precisione quasi clinica con cui viene realizzato ogni piatto.

Greenhouse Restaurant

On the off-chance you wake up hungry following the previous night’s spread, a breakfast banquet awaits you. Served in the courtyard of the Old Cow Shed with its tasteful mix of Cape Dutch architecture and contemporary glass walls, it comes festooned with Elzé’s Heirloom tomatoes, water buffalo yoghurt, fresh honeycomb and a charcuterie and cheese selection that would stun any West London deli owner into silence.

Babylonstoren pool

Sazi (ancora una volta), avrete davanti a voi un’infinità di possibilità: potrete remare sul bacino oppure rilassarvi nella quiete della spa immersa tra i bambù. Magari sceglierete di salire al tramonto sui monti Simonsberg, dove sorseggerete un bicchiere del loro celebre blend di vini bianchi, opportunamente chiamato «Candide» in omaggio al filosofo francese Voltaire, secondo il quale bisogna «coltivare il proprio giardino». È proprio ciò che ha fatto Babylonstoren, e noi abbiamo la fortuna di poterne assaporare i frutti.

Le camere del Babylonstoren partono da £574 a notte. Prenota qui.

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