
ANTEPRIMA DEL NUMERO — Autunno/Inverno 2026
164 pagine dedicate alla gioia di vivere e a un pizzico di irriverenza: dalle auto destinate a diventare classici e i rifugi alpini ai trendsetter newyorkesi, alle start-up londinesi e all’avventura di Tom Straker a SoHo.
- Testo di: Joseph Bullmore
Benvenuti nel numero Autunno/Inverno 2026 di Gentleman’s Journal: 164 pagine alla scoperta di splendidi orologi, autentici brodi di maiale, eccellenti valigette, auto d’epoca, ex allievi di Eton, rifugi alpini, ritrovi sotterranei, start-up ad alta crescita, antiquari dal talento quasi soprannaturale e schietti, schiettissimi fine settimana di caccia.

È molto divertente. Risponde a tutte le domande più scottanti del momento. Be’, a tutte quelle che non fanno venire voglia di rifugiarsi in una baita di montagna per il prossimo decennio (anche se possiamo proporvi pure quelle). Quali sono le future auto d’epoca su cui investire oggi? (A dire il vero, il direttore ha una Range Rover P38 di cui sarebbe felicissimo di parlarvi). È possibile ricreare la vecchia Hollywood nel New Jersey? Qual è l’insulto preferito di Chris Black? Perché Charles Finch è in guerra con il consiglio comunale? Quale playboy del jet set aveva la migliore residenza estiva? E quali consigli potremmo dare al principe George durante il suo primo trimestre a Eton? Qui non ci sono risposte facili.

E nel mezzo, troviamo un’edizione speciale del nostro indice annuale «Tastemakers», questa volta interamente dedicata alla sfavillante città dall’altra parte dell’Atlantico: New York. Come suggerisce il nome, presenta trenta persone di grande gusto che creano davvero qualcosa, tra scrittori, fotografi, chef, imprenditori, artisti, comici, designer e imitatori. Un gruppo di grande talento che, insieme a un eccellente approfondimento sulle start-up più interessanti del momento a Londra, ci rende stranamente ottimisti sul potere della creatività e dell’ingegno umano in questo bizzarro periodo.

Uno di loro è Tom Straker, lo chef inglese che ora spera di lasciare il segno sulla scena newyorkese con una nuova apertura a SoHo, nell’elegante spazio un tempo occupato dal Lucky Strike di Keith McNally. «Ho parlato con tantissime persone e mi sono fatto un’idea complessiva di ciò che rappresentava», racconta Straker a proposito del locale che lo ha preceduto, in un’intervista rilasciata pochi giorni prima della sua movimentata inaugurazione. «Che tipo di persone lo frequentavano e quali marachelle combinavano. Mi piacciono le marachelle e mi piace che la gente si diverta. Quindi, per favore, ancora di più».

Birichinate! A pensarci bene, potrebbe essere proprio questo lo spirito dominante che pervade l’intero numero: un invito a ricordarsi di divertirsi, spendere per ciò che si ama, viaggiare verso mete lontane, bere buon vino, gustare cibo eccellente (provate i ravioli di gamberi del Fat Badger!) e, più in generale, cercare di vivere la bella vita mentre all’orizzonte scintilla la stagione delle feste.


Come hanno detto Emmet McDermott e Margot Hauer-King in una splendida intervista che abbiamo realizzato con loro sul loro eccellente locale newyorkese People’s: «Vogliamo far tornare le farfalle nello stomaco…»



