Sono di parte, perché anch’io possiedo una Saab 900 cabriolet (un po’ scricchiolante), nera con interni color cuoio. Il suo primo proprietario fu Sir Christopher Foxley Norris, ex asso dell’aviazione da caccia della Seconda guerra mondiale, che la acquistò nel 1989 nei pressi di Henley-upon-Thames, una volta in pensione. Saab, naturalmente, nacque come costruttore di aerei a reazione, e al momento del lancio la Saab 900 vantava il parabrezza più curvo di qualsiasi auto di serie, un omaggio agli abitacoli aerodinamici di un tempo. È quindi piacevole immaginare Sir Christopher, ormai anziano, ritrovare in questa vettura modesta, deliziosa e bellissima le emozioni ad alta quota della sua giovinezza. Per un certo periodo, negli anni Novanta, la 900 Cabriolet era nota come l’auto prediletta dagli architetti dopo essersi aggiudicati un incarico importante: un oggetto dal design audace e inconfondibile, con un certo fascino scandinavo che conquistava gli esteti occhialuti. Nel 2021 il nostro redattore automobilistico Rory FH Smith ha scritto uno splendido omaggio alla 900 Cabriolet, che iniziava così: «Per una nazione avvolta nell’oscurità per metà dell’anno e fondata su rigorosi principi scandinavi, una cabriolet di fabbricazione svedese sembra la battuta finale di una pessima barzelletta». Eppure, negli eleganti abitacoli di queste auto così particolari, ci si ritrova spesso a sorridere.