
Richard Gadd va completamente matto per gli abiti sartoriali
L'attore di Baby Reindeer ha parlato con Gentleman's Journal il giorno dopo i SAG Awards
- Testo di: Zak Maoui
Richard Gadd non è ancora riuscito a capacitarsi del tutto di quanto sta accadendo. «Sono cresciuto in una sperduta cittadina scozzese», racconta l'attore a Gentleman's Journal al telefono dal suo hotel di Los Angeles, dove ha partecipato per la prima volta ai SAG Awards. Ha ricevuto una candidatura come miglior attore in una miniserie o film per la televisione per il suo ruolo in Baby Reindeer, il crudo dramma autobiografico di cui è sia protagonista sia autore. «Avevamo un solo negozio, non c'erano pub, niente del genere. Era semplicemente un posto con un negozietto all'angolo in cui andare. Quindi essere qui, in mezzo a tutto questo, è davvero surreale».
Prima dei SAG Awards, dove per un soffio non è riuscito a portarsi a casa il premio, andato invece a Colin Farrell per il suo ruolo in The Penguin, Gadd ha partecipato agli Indie Spirit Awards, dove ha vinto il premio per la migliore interpretazione da protagonista in una nuova serie sceneggiata. «È stata una stagione dei premi piuttosto ricca di successi, ed essere celebrato da Hollywood fa molto piacere», mi racconta Gadd, spiegando che uno dei momenti più belli del fine settimana è stato sedere a un tavolo accanto a Firth. «È anche piuttosto difficile, però. A volte può sembrare tutto un po’ opprimente e intimidatorio, quando ogni cosa che fai finisce sui giornali e poi vai a questi eventi e le persone che ammiravi ora sanno chi sei».
Gadd ha sempre creduto in Baby Reindeer. «Sapete, non voglio fingere di non averci creduto, perché ci credevo davvero», racconta l'attore 35enne. «Pensavo che avrebbe suscitato un certo dibattito e che avrebbe potuto ricevere un riconoscimento artistico, diventando una sorta di piccolo gioiello di culto». Ma quando, più di un anno fa, si cominciò a parlare di premi e grandi cerimonie, inizialmente si tirò indietro. «La prima volta che la mia addetta stampa vide gli episodi in anteprima, si parlò degli Emmy. Mi telefonò e mi disse: “Sai, dovremmo pensare di candidare questa serie agli Emmy”, e io non riuscivo proprio a capacitarmene».
Un aspetto della sua nuova vita sotto i riflettori che Gadd apprezza è l'obbligo, in parte imposto e in parte autoimposto, di vestirsi elegante. Sia per i SAG Awards sia per gli Indie Spirit Awards, l'attore ha indossato Dior: per i primi, un completo doppiopetto in lana a quadri; per i secondi, un completo scuro in lana con revers a lancia. «Credo che prima dell'uscita di Baby Reindeer avessi uno stile piuttosto casual», racconta. «Non ero, diciamo, particolarmente noto per il mio modo di vestire, ma ora mi piace davvero tutto questo. Mi piacciono i completi. Ho imparato ad amarli davvero».
Gadd racconta che, crescendo, indossava ogni giorno T-shirt bianche e semplici jeans, tanto che la sua uniforme era diventata una sorta di tormentone tra i suoi coetanei. «Credo che, quando si è molto più esposti al pubblico, abbia senso cercare in qualche modo di definire un po' il proprio stile. Mi ci sono voluti circa 35 anni per arrivare fin qui, ma credo che stia funzionando. Mi sono avvicinato alla moda più o meno nell'ultimo anno. Penso che tutto sia iniziato con alcuni dei servizi fotografici che ho fatto e cose del genere, poco prima dell'uscita della serie, forse nel gennaio 2024.»
Da quando Baby Reindeer è arrivata sugli schermi diventando un successo mondiale, Gadd lavora con il suo stylist Chris Brown, che cura anche il guardaroba di Leo Woodall, David Beckham e Louis Partridge. «Ora mi piacciono davvero molto gli abiti e, se non fossi impegnato con le riprese, correrei a comprarne», racconta. «Adesso ho gusti più ricercati in fatto di moda. Mi piace molto il modo in cui Adrien Brody interpreta la sartoria. È sempre impeccabile».
While the current press awards season press run has wrapped in the US, Gadd is hopeful that this year, notably will bring more opportunities to wear some well-made tailoring. "I don't want to tempt fate, but I'm hoping there might be a few UK events, because Baby Reindeer hasn't had its UK - you know, the BAFTAs and all that - run yet. So fingers crossed, there'll be some opportunities there to wear some nice suiting."
But Gadd isn't just about a sharply-cut suit and instead is thinking more about having fun with his outfits. Tradition is big for him, as was seen when he wore a Loewe kilt to the 76th Primetime Emmy Awards. But it isn't always so on the nose, and he's a little more subtle with his nods towards his Scottish background. Case in point: a the Golden Globes he opted for a custom Dior brooch that was shaped like a thistle, the national emblem of Scotland. Meanwhile, of his SAG Awards look, Brown told us "Richard and I instantly fell in love with the look, which captures the essence of perfect tailoring in a classic suit. Inspired by the sharp lines and precise cuts of 1960s mod style, the design subtly incorporates rich check patterns as a nod to Richard’s Scottish heritage, blending tradition with contemporary elegance to create something truly timeless."
Going forward, Gadd promises that we're going to see him some more playful outfits. "I don't think the corners have quite been tested," he admits, saying there's places he'd like to go with his style. "That said, I don't ever see myself on a red carpet in something really attention grabbing and out there. I think it will always feel quite traditional and sharp. And I presume, based on our conversation, quite suited."
In futuro, Gadd vorrebbe anche interpretare ruoli che gli permettano di sfoggiare qualche abito più ricercato. I vestiti che indossava in Baby Reindeer erano, naturalmente, molto vicini al suo stile e non si discostavano granché dal suo guardaroba. Un progetto a cui sta lavorando attualmente, e che sta girando proprio ora, è Half Man, di HBO e BBC, al fianco di Jamie Bell. «Non so bene quanto mi sia consentito dire della trama, ma parla più o meno di due fratelli disfunzionali che si sono allontanati. È una serie ambientata nella Glasgow operaia. Non so se posso dirlo, ma ormai è fatta. Potrebbe essere un'esclusiva. Mettiamola così: non ha proprio l'eleganza di Mad Men. È una serie in costume, ma dall'impronta decisamente popolare. Quindi probabilmente anche gli abiti lo rispecchieranno».
Fotografie di Michael Duenas
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