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Orologio della settimana: il nuovissimo Chronomat di Breitling, dal design più essenziale

Orologio della settimana: il nuovissimo Chronomat di Breitling, dal design più essenziale

L'orologiaio svizzero di riferimento per i piloti civili e militari (oltre che per Jerry Seinfeld) ha perfezionato la sua icona più legata al mondo dell'aviazione

Mentre il mondo osserva incredulo le sommosse nei centri commerciali scatenate da uno Swatch da tasca in plastica da 335 sterline, a forma di Audemars Piguet, Breitling ha presentato in sordina un rinnovamento dell’intera collezione Chronomat: un orologio che, da entrambe le parti della transazione, ha sempre emanato una maturità disinvolta, pacata e composta. Per non parlare della concretezza nel mondo reale e della professionalità maturata in vere operazioni militari.

Si può affermare che il Chronomat condivida un pedigree analogo a quello di Omega e del suo Speedmaster, poiché Breitling (fondata nel 1884) è una manifattura orologiera svizzera costruita attorno alla funzione di misurazione del tempo del «cronografo». Il suo carattere pionieristico (la configurazione a due pulsanti del 1923 rispetto allo Speedmaster e al suo tachimetro calibrato sulla lunetta), la sua realizzazione (il calibro di manifattura «B01» con ruota a colonne, rispetto alla lunga serie di robusti movimenti meccanici di Omega) e l’aver equipaggiato tutti quei magnifici uomini sulle loro macchine volanti, dagli eroi di guerra ai Maverick di oggi (Red Arrows comprese, mentre Omega continua a vivere l’epopea degli uomini giusti della NASA).

Chronomat B01 Chronograph 42

È la saga di un unico modello che ripercorre la storia stessa dell’orologeria moderna, non solo quella del cronografo. E, con un lancio a sorpresa dalla neonata «House of Brands» di Breitling, reduce dal rilancio di un’altra leggenda del cronografo del tutto indipendente, Universal, ecco il Chronomat più elegante e adatto alla vita di tutti i giorni mai realizzato. Le sue origini risalgono ai piloti della RAF durante la Seconda guerra mondiale, le cui vite dipendevano dai cronografi montati nella cabina di pilotaggio per calcolare le riserve di carburante.

Il marchio su cui facevano affidamento proveniva in ultima analisi dalla divisione aeronautica «HUIT» dell’orologiaio: «huit», in francese, faceva riferimento alla riserva di carica di 8 giorni dei suoi strumenti. Ma fu un altro strumento a rendere celebre l’azienda durante gli anni della guerra: il primo «Chronomat», animato, nonostante il nome composto, da un movimento «Venus» non automatico a carica manuale, caratterizzato da un esclusivo regolo calcolatore circolare attorno al quadrante.

Queste due scale logaritmiche finirono per caratterizzare l’altra intramontabile icona di Breitling, il Navitimer del 1952, adottato immediatamente dall’autorità internazionale per l’aviazione civile e tuttora incomprensibile a chiunque – navigatori aerei a parte – non abbia ricevuto un’istruzione liceale di metà Novecento che prevedesse l’uso delle tavole logaritmiche.

Facciamo un salto in avanti fino al 1983, quando, ironia della sorte, la storia del moderno Chronomat «come lo conosciamo oggi» ha inizio proprio all'apice della crisi del quarzo, appena quattro anni dopo l'acquisizione di Breitling da parte di Ernest Schneider.

Appassionato pilota, Schneider collaborò con le Frecce Tricolori, l’amatissima pattuglia acrobatica dell’Aeronautica Militare Italiana, per creare un orologio analogico capace di resistere alle sollecitazioni della cabina di pilotaggio, ma abbastanza raffinato da poter essere indossato nelle occasioni formali (dopotutto, stiamo parlando di italiani). Il risultato superò ogni aspettativa: un cronografo pronto al volo, dotato persino di funzionalità subacquee derivate dal «Seamaster» di Breitling, il Superocean.

Era animato da un innovativo movimento cronografico con innesto a camme, lanciato nel 1973 alle soglie di un’epoca dominata dagli economici movimenti elettronici al quarzo dell’Asia orientale. E non era tutto: si trattava di un movimento meccanico oggi universalmente noto e molto apprezzato come «Valjoux 7750», utilizzato – e clonato – ancora oggi per la sua perfezione accessibile e infallibile, rimasta immutata fin dalla nascita.

Il Chronomat destinato al grande pubblico, lanciato nel 1984 per celebrare il centenario di Breitling, non contribuì soltanto a salvare il 7750: ne dimostrò l’affidabilità in volo e testimoniò quanto gli aviatori militari apprezzino un fidato orologio analogico da polso. Progettato per resistere ad accelerazioni fino a 20 G — ben oltre i 7 G che il corpo umano può sopportare — il Chronomat del 1983 era robusto, professionale e caratterizzato da una presenza audace e inconfondibile.

Chronomat B31 Automatic 40

Il suo bracciale «Rouleaux», sontuosamente tattile e caratterizzato da maglie a pioli, ne suggellò l’identità, offrendo in egual misura comfort e presenza al polso. Da quel momento, l’orologio non fu più confinato alla cabina di pilotaggio. Negli anni Novanta, il Chronomat era ovunque: ai polsi di tutta l’America e nelle serie televisive statunitensi come Friends e Seinfeld. Dall’altra parte del Pacifico, entrò nella cultura pop giapponese come espediente narrativo nel manga Kaiji. Fu indossato anche da personaggi influenti come il celebre chef Gordon Ramsay (chissà cosa avrebbero da dire gli ispettori sanitari su ciò che si annida tra le anse del suo cinturino giallo).

In breve: il Chronomat si guadagnò il titolo di «grande nuovo orologio degli anni Novanta» conferitogli dall'edizione americana di Vogue.

Tutto ciò ha gettato le basi per la riedizione 2026 del Chronomat, che, per usare le appropriate parole del CEO Georges Kern, «perfeziona gli elementi che lo hanno reso iconico fin dall’inizio. Abbiamo fatto evolvere il design, mantenendolo però fedele alla sua identità».

Parole che potrebbero suonare vuote alle orecchie dei meno interessati, ma se si considera che Herr Kern ha appena rilanciato il nuovo marchio consociato acquisito da Breitling – Universal, produttore di cronografi altrettanto iconico ma da tempo in declino – si comprende quanto sia necessario procedere per iterazioni e con un’attenzione maniacale ai dettagli, facendo evolvere fratelli nati da madri diverse senza entrare in concorrenza con sé stessi.

La prima cosa che gli appassionati del Chronomat noteranno è il passaggio da un bracciale semi-integrato a un design con cassa e bracciale completamente integrati. Mentre alcuni orologi con bracciale integrato offrono possibilità limitate di sostituzione del cinturino, il nuovo Chronomat evita questo compromesso celando ingegnosamente le anse dietro la cassa, così da consentire comunque l'uso di cinturini alternativi.

Il bracciale Rouleaux dei modelli in acciaio e bicolore è dotato di un sistema di microregolazione che consente di evitare di graffiarlo con un attrezzo per la rimozione delle maglie magari trovato su eBay: può essere elegantemente allungato o accorciato di una maglia alla volta su ciascun lato della chiusura déployante a farfalla nascosta, persino mentre è ancora al polso.

Chronomat Automatic 36

Nel modello cronografo B01 42 (fino a 44.000 £ nella versione interamente in oro), la lunetta è stata semplificata, passando da 18 componenti separati a un unico elemento che integra anello, inserto, «cavalieri» e viti. Un rinnovamento che migliora anche la vestibilità sotto un polsino francese aderente: Breitling ha ridotto lo spessore della cassa da 15,1 mm a 13,77 mm. E credeteci: nel mondo dell’orologeria, appena 1,33 millimetri fanno un’enorme differenza.

Inoltre, la rimozione della scala circolare a 1/100 da quello che gli svizzeri francofoni chiamano «rehaut» (noto anche come «flangia», ossia la parte tra il bordo del quadrante e il vetro bombato) migliora la leggibilità e conferisce maggiore essenzialità. Anche la protezione della corona è stata ridimensionata, rendendo più agevoli la carica e la regolazione.

Chronomat B31 Automatic 40

Breitling

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Chronomat B01 Cronografo 42

Brietling

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Chronomat Automatic 36

Brietling

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Il modello di accesso alla gamma (£4.750), il Chronomat Automatic B31, è animato dal nuovo calibro di manifattura B31 di Breitling, certificato COSC e presentato lo scorso anno nel Top Time 31 (£4.650), con una riserva di carica di 78 ore «a prova di weekend». A differenza del B01 del cronografo Chronomat, non viene prodotto internamente nello stabilimento Breitling di La Chaux-de-Fonds, bensì da Sellita Manufacture AMT, una divisione dedicata di Sellita Watch Co. S.A., situata più a valle.

Elegante, esclusivo, raffinato… proprio come la cucina di Ramsay, la comicità di Seinfeld o un pilota da caccia italiano.

Scopri di più sul nuovissimo e slanciato Breitling Chronomat

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