
I nostri 12 migliori orologi di Watches and Wonders
Mentre i cordoni di velluto tornano a delimitare il centro congressi Palexpo di Ginevra, Alex Doak rientra da Watches and Wonders con notizie di straordinarie meraviglie orologiere
- Testo di: Alex Doak
Quando si parla di fiere, nulla è paragonabile all’appuntamento annuale dell’orologeria «Watches & Wonders». Ogni primavera, la fiera più lussuosa ed esclusiva al mondo si svolge in una serie di padiglioni in metallo grigio, proprio accanto agli hangar dell’aeroporto di Ginevra, ma al loro interno si apre una realtà completamente diversa e multiforme.
È come fluttuare in un castello d’avorio sospeso nel cielo: il Gruppo Richemont e tutti i suoi aspiranti successori si contendono lo status di padiglione degno di Instagram, con pareti in cotone color champagne che circondano veri e propri champagne bar – gratuiti, naturalmente. Ah, e c’è Patrick Dempsey che se ne sta accanto a una Porsche 917 sospesa, mentre Usher viene accompagnato oltre, diretto al cocktail di Jaeger-LeCoultre.
Ma, nonostante tutta questa dichiarata profusione, l’edizione 2026, conclusasi nella terza settimana di aprile, si è chiusa con un sincero ottimismo. L’orologeria in sé non è mai sembrata meno improntata al «lusso» fine a se stesso; grazie agli organizzatori della Fondation de la Haute Horlogerie (FHH), oggi più persone che mai conoscono la storia e la cultura europee alla base della misurazione del tempo, emerse da quando abbiamo iniziato a viaggiare per il mondo o ci siamo ritrovati a vivere in città dove era necessario iniziare puntualmente il proprio turno (che poi gli operai potessero permettersi un calendario perpetuo con tourbillon di A. Lange & Söhne da 550.000 euro è un altro discorso).
Nonostante gli svettanti padiglioni del Palexpo siano ormai più affollati che mai dagli studi cinematografici su ruote degli influencer, illuminati da ring light, l’edizione 2026 di W&W ha alzato l’asticella quanto a capacità di cogliere lo spirito del tempo, con numeri più interessanti che mai: quasi 60.000 visitatori unici (+9%), 25.000 biglietti venduti nei tre giorni di apertura al pubblico (+9%), 1.750 giornalisti (+9%), 6.000 rivenditori (perlopiù attivi in negozi fisici), oltre a più di 10.000 persone che hanno animato il centro città per tutta la settimana (visitando le realtà indipendenti più anticonformiste, che Jean-Frederic Dufour, CEO di Rolex, una volta definì scherzosamente «i banditi»).
Ben più di una semplice vetrina, il «salone» (come lo definisce modestamente la FHH) si sta affermando come un vivace polo culturale. Come dichiara con orgoglio Cyrille Vigneron, presidente di W&W: «Il successo di Watches and Wonders Geneva dimostra che l’orologeria può essere esclusiva senza escludere, accogliente senza essere banale».
La dice lunga sui nostri tempi — e ancor più sul polveroso mondo dell’orologeria arroccato tra le montagne del Giura — il fatto che W&W abbia tenuto a comunicare, tra tutte le cose, i dati relativi al coinvolgimento sui social media. L’istituzione un tempo schiva, più «beige» che «innaffiata di champagne», già nota come «Salon International de la Haute Horlogerie», raggiunge oggi quasi un miliardo di persone, ossia 900 milioni (+29%), attraverso l’hashtag “#watchesandwonders2026”. E non soltanto perché, dietro l’angolo rispetto al paradisiaco bosco in vetro di Murano di Van Cleef & Arpels, c’è un selfie booth con tanto di lettere cubitali accanto alle quali mettersi in posa.
Quest’anno, scherzi a parte, si è scelto un approccio sobrio, mettendo in risalto i fondamenti dell’orologeria meccanica tramandata di generazione in generazione: orologi a due o tre lancette, modelli ultrasottili, movimenti scheletrati, ispirazioni vintage e dimensioni più compatte, senza preoccuparsi di attribuire loro un genere.
Sono emerse pietre dure esotiche, texture creative per i quadranti e colori pastello, mentre sul fronte delle complicazioni hanno dominato cronografi e calendari perpetui, sempre più spesso del tutto privi di quadrante, a celebrazione dell’abilità degli artigiani che li hanno realizzati.
In fin dei conti, quando si tratta di essere puntuali, era proprio ora
Nomos Glashütte - Twice Unique Scribble
Il disgregatore post-Muro di Berlino, che ha riportato l’orologeria a Glashütte, nel cuore montuoso della tradizione orologiera sassone, abbandona finalmente la sua austera cifra Bauhaus con nove design di quadranti proposti in coppia per la deliziosa nuova collezione «Twice Unique» di Nomos: un modello in acciaio e uno in oro, da scegliere come coppia per lui e per lei, per i giorni feriali o per il weekend. Il nostro preferito è «Scribble»: servendosi dei suoi migliori strumenti da incisione, l’orafa tedesca Saskia Licina ha inciso a mano sinuosi intrecci sui quadranti in ottone di cinque coppie di Tetra 27 quadrati, in acciaio e oro: una danza di linee che dimostra come da tratti a mano libera possa emergere un ordine di grande eleganza.
Laurent Ferrier - Viaggiatore sportivo
Una prima assoluta per Laurent Ferrier, l’orologiaio rivelazione più raffinato della scena indipendente, uno di quei nomi da #IYKYK (già maestro delle complicazioni di Patek Philippe): una complicazione con doppio fuso orario in un orologio sportivo, racchiusa nella caratteristica cassa LF a ciottolo, dalla forma a «schermo TV». Nell’algida tonalità «grigio ardesia», la cassa da 42 mm è realizzata in titanio grado 5; i due pulsanti sul lato sinistro consentono di spostare l’ora avanti e indietro, mentre le inconfondibili lancette assegai (la «lancia dalla punta di ferro» delle tribù sudafricane di lingua bantu) sono riempite di Super-LumiNova verde a contrasto.
Ressence - Tipo 11
Sviluppata in gran segreto insieme a Concepto, rinomato laboratorio di micromeccanica d’avanguardia, la cassa in titanio dalle forme levigate del TYPE 11 racchiude il primo movimento svizzero proprietario di Ressence, progettato interamente da zero. L’ormai quasi iconica costellazione «orbitale» di contatori del marchio indipendente belga integra ora il sistema modulare «ROCS» direttamente nel movimento sottostante, per un risultato più essenziale che mai.
IWC - Big Pilot’s Watch Calendario Perpetuo ProSet Le Petit Prince
Il Venturer Space Watch in ceramica avrebbe potuto essere la grande notizia (dopo aver equipaggiato nel 2024 gli astronauti di SpaceX per la passeggiata spaziale della missione Polaris Dawn, la manifattura di Schaffhausen punta ora a diventare il cronometrista a bordo della futura sostituta della ISS, prevista per il 2030), ma questo nuovo Big Pilot’s in elegantissima ceramica bianca è molto più rilevante per la vita reale. Certo, a patto che la vostra realtà preveda molti viaggi in jet privato. È un calendario perpetuo le cui funzioni possono essere regolate sia all’indietro sia in avanti utilizzando esclusivamente la corona. Per riuscirci, IWC ha trovato il modo di sovrapporre le funzioni del calendario anziché distribuirle all’interno del movimento.
Oris - Edizione Star
La versione originale di questo segnatempo fu creata per celebrare la vittoria del presidente onorario, il dottor Rolf Portmann, contro una legge svizzera anticoncorrenziale del 1934 che impediva ai marchi di apportare qualsiasi innovazione ai propri orologi. Sebbene fossero interessati solo 50 marchi, mentre 450 colossi se la passavano benissimo, l’insistenza di Portmann affinché Oris sviluppasse in segreto un proprio scappamento ad ancora (ancora oggi lo standard della meccanica) permise alla maison indipendente di Hölstein di partire con slancio quando lo Statuto fu finalmente abrogato nel 1965, abbandonando lo scappamento a caviglie in favore di una soluzione a prova di futuro.
Il dottor Portmann è ancora tra noi: ha 96 anni, siede tuttora nel consiglio di amministrazione di Oris ed è chiaramente una leggenda.
Chopard - L.U.C 1860 “Areuse Blue”
L’ennesimo progetto nato dalla passione personale dell’artefice di L.U.C, Karl-Friedrich Scheufele, alias co-presidente di Chopard e indiscusso protagonista della rinascita della Val-de-Travers, nel Giura, negli ultimi tre decenni. Questo 1860 è un’altra creazione di eccezionale maestria, sobria e contemporanea, ma al tempo stesso ricca di richiami al passato, poiché condensa tutti i tratti distintivi della manifattura L.U.C in un segnatempo elegante da indossare ogni giorno, solo in apparenza semplice. Il quadrante «Areuse Blue», guilloché a mano e realizzato in oro 18 carati, presenta una tonalità che richiama l’omonimo fiume che scorre nei pressi dell’atelier nella regione della Val-de-Travers. Noto per le sue spettacolari gole e le mutevoli sfumature di blu intenso, questo fiume simboleggia la continuità e il legame con la natura: una piacevole alternativa ai «tecnicismi» e al «savoir-faire» spesso decantati dalle manifatture di questo livello. Racchiuso in una robusta cassa in Lucent Steel, sempre splendente, batte il movimento ultrapiatto L.U.C 96.40-L con microrotore, certificato dal Punzone di Ginevra e dal COSC, dotato di 65 ore di riserva di carica e impreziosito da impeccabili finiture a mano.
Patek Philippe - Ellipse rivisitata
La nuova Golden Ellipse di Patek Philippe rinnova l’iconico orologio elegante dalla cassa ellittica con due modelli 2026 in oro bianco, caratterizzati da splendidi quadranti verde oliva con finitura soleil. Uno è proposto nella misura più grande «Jumbo», mentre l’altro torna alle classiche proporzioni medie: una proposta «per lui e per lei», qualora il Twice Unique di Nomos non fosse abbastanza lussuoso. Entrambi ospitano il sottilissimo Calibro 240 a carica automatica e hanno uno spessore di appena 5,9 mm, preservando l’eleganza intramontabile e dandy della Ellipse (nonostante la sua bellezza ispirata alla sezione aurea derivi in realtà da uno svincolo autostradale statunitense, avvistato da un dirigente Patek a bordo di un aereo nel lontano 1968…).
A. Lange & Söhne - Saxonia Calendario Annuale
Guidati dal sempre affabile guru dello sviluppo prodotto Tony de Haas, i geni tedeschi di A. Lange & Söhne, tra i Monti Metalliferi della Sassonia (in uno scenario stranamente simile a quello dei loro contemporanei svizzeri), si sono concentrati ancora una volta su una leggibilità superba nel nuovo Saxonia Annual Calendar, programmato per richiedere una sola regolazione all’anno: il passaggio dal 28 o 29 febbraio al primo marzo. Ma la vera genialità? Il pulsante a «ore 10», che fa avanzare contemporaneamente di un giorno il giorno della settimana, il mese e la data, perché a volte quello che quasi certamente non sarà il vostro unico orologio non viene tenuto carico né indossato ogni giorno.
Tudor - Black Bay Ceramic
Il nuovo Tudor Black Bay Ceramic con bracciale rappresenta un’audace evoluzione del tema del diver dall’estetica discreta di Tudor, ora declinato in un look completamente nero con un bracciale coordinato in ceramica nera opaca. Presentato con una cassa in ceramica da 41 mm e un quadrante monocromatico, il bracciale interamente in ceramica esalta la robustezza e la coerenza del design, mentre il movimento di manifattura certificato Master Chronometer continua a scandire il tempo con precisione, resistendo praticamente a qualsiasi campo magnetico che si possa incontrare nella vita reale.
Grand Seiko - Spring Drive UFA «Foresta di ghiaccio all’alba»
Ispirata alle foreste di larici ricoperte di brina degli altopiani di Kirigamine alle prime luci del giorno, questa nuova creazione degli straordinari maestri orologiai giapponesi, amanti della natura, sfoggia un quadrante che, con sottili pagliuzze dorate, cattura un bagliore ipnotico, simile ai pilastri di luce solare che all’alba colpiscono i cristalli di ghiaccio. Racchiusa in una cassa Evolution 9 da 37 mm in oro giallo 18 carati, è animata dal calibro 9RB2 U.F.A. ad altissima precisione, con uno scarto di circa ±20 secondi all’anno, ed è prodotta in soli 80 esemplari in tutto il mondo
Jaeger-LeCoultre - Controllo principale Data
Il Master Control Chronometre Date è uno dei quattro nuovi orologi «Chronometre» della nuova capsule collection firmata dal «maestro degli orologiai» della Vallée de Joux. Un quartetto che incarna la raffinatezza contemporanea, di cui questo modello dalla sobria eleganza è l’espressione più pura. Realizzata in oro rosa 18 carati (750/1000), la raffinata cassa da 38 mm, spessa appena 8,4 mm, presenta un design essenziale, completato da un bracciale perfettamente integrato in oro rosa 18 carati (750/1000), con finiture satinate e lucide, e da un affascinante quadrante color bronzo con finitura soleil. Animato dal Calibro di Manifattura 899, offre una riserva di carica di 70 ore, l’indispensabile funzione data e una precisione certificata dal sigillo HPG di Jaeger-LeCoultre, che integra gli standard COSC sottoponendo l’orologio completo di cassa a test in condizioni d’uso reali. Il tutto, naturalmente, sotto l’ampio tetto di J-LC.
Vacheron Constantin - Les Cabinotiers Ripetizione Minuti Tourbillon
Il più venerabile orologiaio della Svizzera (con ben 266 anni di storia…) ha svelato a Watches and Wonders una straordinaria novità della collezione di métiers d’art «Les Cabinotiers», quasi in sordina, per quanto ciò sia possibile, vista la miriade di creazioni esposte con grande teatralità nelle vetrine dell’enorme padiglione di VC a W&W. D’altronde, si tratta di un pezzo unico. Racchiuso in una cassa da 45 mm in oro rosa 18 carati, con quadrante e fondello in zaffiro, lascia ammirare attraverso quest’ultimo il movimento manuale scheletrato Calibro 2755 TMR SQ, che combina una ripetizione minuti con suoneria e un tourbillon, offrendo circa 58 ore di riserva di carica. L’architettura scheletrata e le squisite finiture a mano non lasciano dubbi neppure al collezionista più esigente su chi detenga il primato nella città di Ginevra…
Altre letture

Orologi della settimana: il Vanguart Orb in ceramica rosa e titanio e in ceramica blu e oro rosa.

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