
I migliori momenti della moda uomo dalle sfilate di settembre Primavera/Estate 2026
Da Burberry a Bottega Veneta, le sfilate di settembre, pur essendo dedicate soprattutto alla moda donna, hanno regalato alcuni grandi momenti di moda uomo
- Testo di: Zak Maoui
Storicamente, il calendario delle sfilate di settembre è dedicato alla moda donna, e anche quest'anno è in gran parte così. Detto questo, in questa stagione le passerelle di Londra, Milano e Parigi hanno proposto una buona dose di interessanti collezioni uomo. Abbiamo assistito al convincente debutto di Louis Trotter da Bottega Veneta, alla prima collezione per Jil Sander di Simone Bellotti, ex direttore creativo di Bally, e a una nuova atmosfera da Burberry.
Burberry
Burberry ha presentato la sua collezione Primavera/Estate 2026 davanti a un parterre scintillante, che annoverava personalità del calibro di Elton John, Jason Statham, Raye e Skepta, sotto una tettoia in gabardine dipinta con i cieli azzurri di una tipica estate britannica. Ed è stato proprio il pensiero dell’estate a ispirare il direttore creativo Daniel Lee per questa stagione: i festival e la musica in generale. «I musicisti sono sempre stati dei pionieri, impavidi nel modo di vestirsi e nel loro sound», aggiunge Lee. «Un’eredità che ritroverete nei look, nel cast e nello styling.»
La collezione aveva un'atmosfera diversa rispetto alle precedenti firmate da Lee per Burberry. I capi sartoriali presentavano silhouette più affusolate, che ricordavano gli abiti indossati dai Beatles, mentre la natura eclettica del panorama musicale britannico veniva interpretata attraverso texture audaci, dal pitone alla pelle, e colori vivaci come il rosa acceso e il giallo. Burberry ha descritto la collezione come un «remix visivo»
Bottega Veneta
«Mi piace il fatto che la “Bottega” sia un laboratorio, con una storia lunga e sfaccettata in Italia. Implica lo sforzo collettivo del fare artigianale; nell’artigianato contano le persone che creano e quelle che indossano. È il luogo in cui la mano e il cuore diventano una cosa sola», ha dichiarato Louise Trotter nelle note della sfilata dedicate alla sua prima collezione per il marchio italiano Bottega Veneta.
Trotter, che si era fatta un nome ricoprendo ruoli creativi presso Lacoste, Joseph e, più recentemente, Carven, ha presentato una collezione profondamente radicata nella raffinatezza e nell’artigianalità che il nome Bottega Veneta è arrivato a incarnare. Lo slogan originale di Bottega Veneta negli anni Settanta era «Quando bastano le proprie iniziali», un concetto che permeava l’intera collezione: niente loghi, solo capi eccellenti. La celebre pelle intrecciata è stata utilizzata per borse, maglioni e giacche, mentre i completi si distinguevano per una costruzione discreta.
Fondata nel 1966, Bottega Veneta celebra nel 2026 il suo 60° anniversario. In vista di questa ricorrenza, Louise Trotter ha coinvolto l’artista britannico e regista premio Oscar Steve McQueen nella realizzazione della colonna sonora della sfilata.
Jil Sander
Simon Bellotti ha debuttato da Jil Sander dopo un periodo trascorso da Bally. Anziché reinventare il marchio, è rimasto fedele alla sua estetica minimalista, proiettandola al contempo verso il futuro. «La silhouette è decisamente verticale», si leggeva nelle note della sfilata.
«La sartorialità razionale, con abbottonature alte, è spezzata da pieghe occasionali e da qualche orlo a vivo.» Maglioni girocollo, completi tagliati al laser e jeans a gamba dritta, mentre tocchi di azzurro interrompono una palette minimalista di bianco, blu navy, nero e grigio.
Versace
Dario Vitale, già direttore del design di Miu Miu, ha presentato a Milano la sua collezione di debutto per Versace. Era evidente che si fosse ispirato al compianto Gianni Versace, con una collezione fortemente improntata agli anni Ottanta e Novanta. Tocchi di colore emergevano attraverso giacche sportive con volant; i gilet aperti sui fianchi erano forse un omaggio a Miami, l'ultima città in cui visse Gianni, mentre le stampe barocche e gli accessori metallici dorati richiamavano i codici della maison.
«Quando sono andato nell’archivio di Gianni Versace, mi interessavano più l’essenza di Gianni, l’essenza di questa azienda e l’essenza dell’eredità di Versace che i capi in sé», ha dichiarato Vitale dopo la sfilata.
Ferragamo
Per la sua collezione Primavera/Estate 2026, Maximilian Davis si è ispirato agli zoot suit dell’Harlem Renaissance, dando vita nell’abbigliamento maschile a un dandismo esasperato, disinvolto ed espressivo. Le cravatte da uomo, invece, vengono reinterpretate come fusciacche-foulard avvolte intorno alla vita degli smoking. Altrove, cappotti parka oversize acquistano un tocco lussuoso grazie a sobrie tonalità antracite, mentre il colore deciso emerge in camicie di tela giallo canarino infilate in pantaloni di pelle marrone cioccolato.
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