
A Capodanno, brinda con un calice di Billecart-Salmon Blanc de Blancs
Creato da uve Chardonnay Grand Cru e plasmato da generazioni di esperienza, questo è uno champagne pensato per i momenti di mezzanotte…
Ogni anno memorabile inizia allo stesso modo: con lo champagne. Che lo si beva da una coppa, da un flute o — Dio ce ne scampi — direttamente dalla bottiglia, non è davvero Capodanno finché il tappo non è saltato e non si sono assaporate le bollicine. Ma quale bottiglia merita questo onore? Quale spumante merita il primo brindisi? La nostra risposta, come sempre, è la grande promessa in bianco di Billecart-Salmon: il Blanc de Blancs, raffinato e scorrevole, perfetto per salutare l’anno nuovo. E questo 31 dicembre non farà eccezione.
È la nostra scelta di fiducia, e a ragione. Delicata ma al tempo stesso sontuosa, questa cuvée nasce da uve Chardonnay provenienti da quattro terroir Grand Cru — Avize, Chouilly, Cramant e Mesnil-sur-Oger — ognuno dei quali rivela una sfaccettatura diversa della Côte des Blancs. Fondata nel 1818 da Nicolas François Billecart ed Elisabeth Salmon, la maison resta una delle grandi protagoniste discrete dello champagne: oggi è giunta alla settima generazione e ha ancora sede a Mareuil-sur-Aÿ, nel cuore della regione.

Sono poche le maison di champagne ancora a conduzione familiare, ma la dedizione di Billecart-Salmon traspare da ogni bottiglia e affiora nelle numerose iniziative pionieristiche, come l'impegno della famiglia a favore dell'agricoltura biologica (attualmente la maison gestisce 100 ettari secondo queste pratiche sostenibili e ha persino introdotto tecniche biodinamiche e metodi di viticoltura su 10 ettari, con l'intenzione di estenderli ulteriormente). Questo, dunque, è uno champagne fatto come si deve: quale bottiglia migliore da stappare mentre l'orologio si avvicina alla mezzanotte di Capodanno?
Versate il primo calice e sarete accolti da un’effervescenza di estrema delicatezza: una spuma ricca e bollicine fini e vivaci che, con un’allegria perfettamente consona all’occasione, danzano nel bicchiere. Riflessi dorati e verdolini catturano la luce; è un vino che invita a essere levato in alto, ammirato e condiviso.
Al naso è uno champagne archetipico. Se cercate le note classiche — brioche appena sfornata, burro ricco e fiori bianchi appena colti — qui le troverete tutte. Ma sotto questa prima impressione si cela un’intensa mineralità. È uno champagne dalla profondità scintillante, con sottili sfumature di pepe bianco e cardamomo. Si percepisce persino un accenno di olio di agrumi e, forse, di frutta a nocciolo.

Gran parte del merito va alla vinificazione. I vini base vengono vinificati a basse temperature in acciaio inox per preservare il ricco profilo fruttato dello Chardonnay, prima di una seconda fermentazione in bottiglia. Cinque anni sui lieviti conferiscono una complessità tostata che si svela lentamente, sorso dopo sorso.
Quando l’orologio finalmente batte la mezzanotte, il primo assaggio del nuovo anno sarà magnificamente cremoso. La consistenza ricorda quella di una meringa — leggermente gessosa, ma piena e decisa — mentre i sapori si schiudono: mandorle scaldate dal sole, scorza di lime e un lieve sentore di limone acidulo che indugia sullo sfondo.
Le note di frutta secca finiscono per conquistare la scena, sfumando dolcemente — forse sulle ultime, malinconiche battute di Auld Lang Syne. Il finale è morbido, appena ravvivato da un fugace tocco sapido. Ma anche questo introduce alla perfezione le vostre tartine. Che si tratti di caviale Osciètre, carpaccio o ceviche, il Blanc de Blancs è una delizia in abbinamento ai frutti di mare e dà il meglio di sé servito esattamente a 10 °C.

Ma una tale precisione non dovrebbe sorprendere. Il comitato di degustazione di Billecart-Salmon, composto da otto membri, annovera François e Antoine Roland-Billecart, esponenti della sesta generazione, nonché l’amministratore delegato Mathieu Roland-Billecart, della settima generazione, che garantiscono che ogni nuova cuvée sia sottoposta a rigorosi controlli di qualità.
Ecco perché, anno dopo anno, torniamo sempre a questa bottiglia. È lo champagne da festa per eccellenza, ma anche una vera lezione magistrale di vinificazione. Quindi, il 31 dicembre, e per molti anni a venire, brindiamo alle nostre bollicine preferite. Anno nuovo, vecchio amore.
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